Lo Spritz non è soltanto uno dei cocktail simbolo dell’aperitivo italiano, ma anche un possibile alleato dell’export del Prosecco. È quanto emerge da una ricerca scientifica che analizza per la prima volta il rapporto tra la diffusione globale del celebre drink e la crescita delle esportazioni del vino spumante italiano.
Lo studio, realizzato dalle Università di Torino e Verona e pubblicato sulla rivista internazionale Applied Economics, introduce quello che i ricercatori definiscono “Spritz Effect”: il fenomeno attraverso il quale un’abitudine di consumo e un simbolo della cultura italiana possono incidere concretamente sulle dinamiche del commercio internazionale.
Secondo l’analisi, un momento decisivo è stato il 2011, anno in cui lo Spritz è entrato nella lista ufficiale dei cocktail dell’International Bartenders Association (IBA). Quel riconoscimento ha contribuito a standardizzare il cocktail a livello mondiale, aumentando la visibilità del Prosecco, ingrediente fondamentale della ricetta, e rafforzandone la domanda sui mercati esteri.
Per arrivare a queste conclusioni, i ricercatori hanno utilizzato un approccio econometrico che combina dati provenienti da Google Trends, modelli di commercio internazionale e tecniche statistiche avanzate. L’obiettivo era misurare l’impatto della crescente popolarità dello Spritz sulle esportazioni del Prosecco, distinguendolo da altri fattori, compreso il ruolo del turismo internazionale verso l’Italia.
I risultati mostrano una correlazione significativa tra la diffusione del cocktail e l’aumento delle vendite di Prosecco all’estero. Un effetto che, secondo lo studio, non si osserva con la stessa intensità per altri vini spumanti concorrenti, come il Cava spagnolo, suggerendo un legame specifico tra l’identità dello Spritz e il successo commerciale del Prosecco.
La ricerca evidenzia come i fenomeni culturali possano trasformarsi in leve economiche. Tradizioni, rituali sociali e stili di consumo, quando diventano riconoscibili su scala internazionale, sono in grado di rafforzare il valore percepito dei prodotti che rappresentano, contribuendo alla competitività del Made in Italy sui mercati globali.
Il caso dello Spritz conferma così che il successo di un prodotto agroalimentare non dipende esclusivamente dalla qualità o dalle strategie commerciali, ma può essere alimentato anche dalla forza di un’immagine condivisa e di un’esperienza di consumo diventata un simbolo dell’Italian lifestyle nel mondo.

