C’è un modo particolarmente toscano di raccontare il territorio: attraverso il vino, la cucina e quella capacità di trasformare una piazza in un luogo di incontro. È questa la formula che torna protagonista a Greve in Chianti con TastinGreve Food Edition 2026, appuntamento in programma giovedì 3 settembre in Piazza Matteotti, dove il Chianti Classico incontrerà l’alta cucina in una serata che alla dimensione gastronomica affianca quella della solidarietà. L’intero ricavato sarà infatti destinato alla Fondazione dell’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze.
Arrivata alla quarta edizione, la manifestazione nasce nel 2022 da un’idea dell’esperto enogastronomico Leonardo Romanelli e dall’impegno dell’Associazione Viticoltori di Greve in Chianti. Il progetto è sviluppato con la collaborazione del Comune di Greve in Chianti e il sostegno del Consorzio Vino Chianti Classico, con l’ambizione di mettere in dialogo produzione vitivinicola, cucina d’autore e valorizzazione del territorio.
Il risultato è un format che negli anni ha saputo consolidarsi proprio perché evita la distanza formale della grande gastronomia e porta l’esperienza direttamente nel cuore di Greve. Quest’anno saranno 29 i produttori di Chianti Classico coinvolti, mentre ai fornelli e nelle postazioni gastronomiche si alterneranno sei protagonisti della cucina toscana e della pasticceria.
A rappresentare Enoteca Pinchiorri saranno Alessandro Della Tommasina e Riccardo Monco, con gli agnolotti del plin accompagnati da sugo di pomodoro e fonduta di Parmigiano Reggiano 36 mesi. Una preparazione che guarda alla tradizione piemontese e la porta dentro una serata profondamente legata alla cultura gastronomica toscana.
Il percorso proseguirà con Stelios Sakalis, chef del ristorante Poggio Rosso del Borgo San Felice Resort, chiamato a interpretare un risotto cotto in un brodo leggero di Cinta Senese, con pomodori dell’Orto & Aia Felice, zenzero e liquirizia. Stefano Pinciaroli di PS Ristorante proporrà invece una fregola di Senatore Cappelli con latte di pecora, primo sale affumicato al legno d’olivo e tartufo estivo.
Il mare entrerà idealmente nella degustazione attraverso la proposta di Nicola Gronchi del ristorante Romano di Viareggio, con tagliatelle di seppia, taccole, salsa tartara alla mentuccia selvatica e tarassaco. Silvia Baracchi, dal Relais Il Falconiere di Cortona, porterà a Greve una pasta avvinazzata con cipolle al mosto e salsiccia di porco brado, mentre il finale sarà affidato ad Andrea e Paolo Sacchetti della Pasticceria Nuovo Mondo di Prato, con la loro interpretazione della zuppa inglese.
A fare da contrappunto ai piatti saranno le etichette dei produttori riuniti nell’Associazione Viticoltori di Greve in Chianti. Tra le realtà presenti figurano Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute, Antico Borgo di Sugame, Giacomo Grassi, Manetti Leonardo, Ca’ di Pesa, Carpineto, Castello di Querceto, Castello di Verrazzano, Castello Vicchiomaggio, Villa Calcinaia, Querciabella, Vignamaggio e Viticcio, insieme alle altre aziende dell’associazione.
La formula non è quella di una cena tradizionale servita al tavolo. La serata, dalle 19.30 alle 22.30, è pensata come una degustazione itinerante: il pubblico potrà muoversi tra le diverse proposte gastronomiche e vinicole, accompagnando gli assaggi con i Chianti Classico delle aziende partecipanti. Il contributo di partecipazione è fissato in 80 euro e l’intero ricavato sarà devoluto alla Fondazione Meyer.
È proprio il legame con il Meyer a dare all’edizione 2026 una dimensione ulteriore. La Fondazione sostiene progetti legati allo sviluppo tecnologico e alla ricerca scientifica dell’ospedale pediatrico fiorentino, oltre alle attività di accoglienza delle famiglie e alla Play Therapy dedicata a bambini e adolescenti. In questo senso, la convivialità diventa uno strumento concreto per contribuire a una realtà sanitaria di riferimento per l’infanzia.
TastinGreve si inserisce così nel calendario di fine estate del Chianti Classico come un appuntamento capace di unire l’attrattiva dell’enogastronomia alla responsabilità sociale. Una piazza storica, le colline del Chianti sullo sfondo, grandi vini e piatti firmati da chef di primo piano: ingredienti che raccontano una Toscana contemporanea, dove la tutela dell’identità passa anche dalla capacità di costruire occasioni di partecipazione.
E mentre la stagione turistica volge verso settembre e il territorio si prepara a entrare nel periodo della vendemmia, Greve in Chianti sceglie ancora una volta il linguaggio più immediato della cultura italiana: quello della tavola. Questa volta, però, il piacere della degustazione avrà un valore che va oltre il calice e il piatto, trasformandosi in un gesto concreto a favore dei bambini e delle loro famiglie.

