Non è soltanto una delle grandi espressioni enologiche della Toscana. Il Vino Nobile di Montepulciano è ormai una componente strutturale dell’economia di un intero territorio. Tra valori patrimoniali, fatturato e produzione, il sistema legato al vino raggiunge infatti un valore stimato intorno a un miliardo di euro, confermando il peso che la denominazione continua ad avere a Montepulciano e sui mercati internazionali.
Il dato emerge in occasione dell’ultima edizione di A Tavola con il Nobile, il premio enogastronomico promosso dal Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano insieme al Magistrato delle Contrade. Una fotografia che restituisce la dimensione di una filiera nella quale vino, agricoltura, lavoro, territorio e turismo risultano sempre più interconnessi.
Il valore medio annuo della produzione vitivinicola si attesta intorno ai 65 milioni di euro, mentre secondo i dati diffusi dal Consorzio circa il 70% dell’economia locale è riconducibile all’indotto diretto del vino. Numeri che spiegano perché a Montepulciano la denominazione rappresenti molto più di una semplice attività agricola: è una delle principali infrastrutture economiche e culturali della comunità.
Il paesaggio stesso racconta questa centralità. Su una superficie comunale complessiva di circa 16.500 ettari, sono circa 2.000 gli ettari vitati, pari a circa il 16% del territorio. Di questi, 1.400 ettari sono iscritti alla denominazione del Vino Nobile di Montepulciano Docg, mentre altri 600 sono destinati al Rosso di Montepulciano Doc. A lavorare nei vigneti sono oltre 250 viticoltori, mentre gli imbottigliatori sono circa 90, 82 dei quali associati al Consorzio.
Anche il lavoro generato dalla filiera restituisce la portata del fenomeno. Sono circa mille i dipendenti fissi impiegati dal settore vitivinicolo a Montepulciano, ai quali si aggiunge un numero analogo di lavoratori stagionali. Una forza lavoro che si inserisce in un sistema più ampio, nel quale la presenza delle cantine contribuisce a sostenere servizi, ospitalità, ristorazione ed esperienze legate all’enoturismo.
Il mercato conferma inoltre una vocazione sempre più internazionale. Nel 2025 sono state immesse sul mercato 6,4 milioni di bottiglie di Vino Nobile di Montepulciano, alle quali si sono aggiunte 2,5 milioni di bottiglie di Rosso di Montepulciano. Sono volumi sostanzialmente in linea con quelli degli anni precedenti e che mostrano la stabilità raggiunta dalla denominazione.
A rendere particolarmente significativo il dato è la composizione geografica delle vendite: nel 2025 il 64,5% del Vino Nobile è stato commercializzato all’estero, mentre il mercato italiano ha rappresentato il restante 35,5%. Sul fronte nazionale, il Centro Italia assorbe il 65% delle vendite, con la Toscana al 45%; seguono il Nord Italia con il 32,6% e il Sud con il 2,3%.
Il risultato è quello di una denominazione che porta il nome di Montepulciano oltre i confini italiani e che trova nell’export uno dei principali motori della propria crescita. Il Consorzio ha sottolineato proprio questo ruolo internazionale, evidenziando anche l’interesse suscitato negli Stati Uniti dalla nuova Docg Pieve, ulteriore elemento di evoluzione nel percorso della denominazione.
La forza del Vino Nobile, del resto, risiede anche nella capacità di trasformare un prodotto agricolo in un racconto territoriale. Le vigne disegnano il paesaggio, le cantine alimentano l’attrattività turistica e la reputazione del vino contribuisce alla riconoscibilità internazionale di Montepulciano. È un modello nel quale il valore economico della bottiglia si somma a quello immateriale generato dal territorio.
Il miliardo di euro stimato dal sistema del Nobile diventa così una cifra che va letta oltre il semplice bilancio della produzione. Racconta il peso di una filiera che coinvolge imprese, lavoratori, agricoltori e operatori dell’accoglienza e che, attraverso l’export, porta una parte dell’identità toscana sulle tavole internazionali.
Per Montepulciano, il vino continua quindi a essere una delle forme più concrete attraverso cui il territorio costruisce il proprio futuro. E i numeri del 2025 mostrano un settore capace di mantenere una forte presenza sui mercati, mentre il valore complessivo di circa un miliardo di euro restituisce la misura di un patrimonio economico che affonda le proprie radici nella storia, ma guarda decisamente oltre i confini della Toscana.

