La nuova stagione delle grandi classifiche internazionali del vino si apre con un segnale preciso: nella Top 100 Wines of Italy 2026 di James Suckling, il Brunello di Montalcino torna al centro della scena. A conquistare il primo posto è l’annata 2021 di Eredi Fuligni, seguita dal Brunello di Montalcino Le Lucere 2021 di San Filippo e dal Barolo Brunate 2022 di Roberto Voerzio. Una fotografia che premia soprattutto Toscana e Piemonte, ma che restituisce anche un’Italia del vino estremamente articolata, capace di portare in alto Alto Adige, Etna, Friuli, Sardegna, Veneto, Abruzzo e Valle d’Aosta.
La selezione di JamesSuckling.com nasce da un lavoro particolarmente ampio: circa 7.000 vini italiani degustati nell’ultimo anno, all’interno di oltre 30.000 etichette complessivamente valutate dal team. La classifica, pubblicata il 16 settembre 2026, non si limita però al punteggio ottenuto in degustazione. Nel definire la Top 100 entrano infatti anche disponibilità sul mercato, prezzo e una componente dichiaratamente soggettiva legata alla capacità del vino di suscitare emozione.
È proprio il Brunello 2021 a emergere come protagonista dell’edizione. Secondo James Suckling, la vendemmia è tra le più interessanti degli ultimi vent’anni per la denominazione, grazie a un equilibrio tra struttura, freschezza e maturità. Tre Brunello 2021 entrano infatti nella Top 10: oltre a Eredi Fuligni e San Filippo, al settimo posto compare Giodo. Il risultato conferma quanto il millesimo stia attirando l’attenzione internazionale.
Il primo classificato, l’Eredi Fuligni Brunello di Montalcino 2021, viene indicato dalla stessa JamesSuckling.com come Italian Wine of the Year. La motivazione non riguarda soltanto la qualità organolettica: il rapporto tra livello qualitativo, disponibilità e prezzo ha contribuito alla scelta. Il sito specializzato segnala una produzione di circa 40.000 bottiglie e un prezzo indicativo inferiore ai 100 dollari per bottiglia sul mercato di riferimento.
Alle sue spalle si trova il San Filippo Brunello di Montalcino Le Lucere 2021, mentre il terzo posto porta la classifica nelle Langhe con il Barolo Brunate 2022 di Roberto Voerzio. Sono inoltre questi due vini, secondo le informazioni riportate da WineNews sulla classifica, ad avere raggiunto il punteggio massimo di 100/100.
Il Barolo 2022 rappresenta uno degli altri elementi di interesse dell’edizione. James Suckling descrive la vendemmia come particolarmente asciutta e precoce, una condizione che inizialmente aveva alimentato qualche cautela. La risposta del Nebbiolo, tuttavia, ha prodotto vini considerati precisi, freschi e immediatamente leggibili. Il Barolo Brunate di Voerzio occupa il terzo posto, mentre il Barolo 2022 di G.B. Burlotto è sesto.
A completare la Top 10 sono il Terlaner I Grande Cuvée 2023 di Cantina Terlano al quarto posto, il Sassicaia 2023 di Tenuta San Guido al quinto, il Brunello di Montalcino 2021 di Giodo al settimo, il Gewürztraminer Vigna Pirchschrait 2016 di J. Hofstätter all’ottavo, l’Etna Rosso Calderara Sottana Prephylloxera La Vigna di Don Peppino 2024 di Tenuta delle Terre Nere al nono e il Barbaresco Paje Riserva 2021 dei Produttori del Barbaresco al decimo.
Il dato territoriale più evidente riguarda però la Toscana. WineNews rileva 15 etichette classificate come Toscana IGT, il gruppo più numeroso tra le indicazioni geografiche presenti nella lista. Accanto ai Brunello di Montalcino, la classifica valorizza così anche una parte importante della produzione toscana non legata esclusivamente alle denominazioni tradizionali. Tra i nomi presenti figurano Montevertine, Marchesi Antinori, Tenuta del Nicchio, Castello del Terriccio, Tenuta di Biserno, Castello di Bossi, Petrolo, Tenuta Sette Ponti, Caiarossa, Bibi Graetz, Monteverro, San Giusto a Rentennano, Tenuta di Trinoro, Frescobaldi con Gorgona e Tua Rita.
La Toscana torna inoltre nella parte alta della classifica con alcuni dei suoi vini più riconoscibili a livello internazionale. Il Sassicaia 2023 è quinto, Montevertine Le Pergole Torte 2023 è undicesimo, Ornellaia Bolgheri Superiore 2023 è sedicesimo e il Tignanello 2023 di Marchesi Antinori occupa il diciottesimo posto.
Anche il Piemonte conferma un peso rilevante: oltre ai due Barolo della Top 10, la classifica comprende diverse espressioni di Barolo e Barbaresco. Complessivamente, WineNews conta nove Barolo e cinque Barbaresco tra i 100 vini selezionati. Il quadro mostra dunque una forte presenza delle grandi denominazioni piemontesi, ma senza trasformare la graduatoria in un duello esclusivo tra Langhe e Montalcino.
Interessante anche la presenza dell’Alto Adige, che porta sette vini nella Top 100. Due entrano direttamente nelle prime dieci posizioni: il Terlaner I Grande Cuvée 2023 di Cantina Terlano e il Gewürztraminer Vigna Pirchschrait 2016 di J. Hofstätter. James Suckling dedica particolare attenzione proprio ai bianchi altoatesini, sottolineando la capacità del territorio di esprimere vini di grande profondità e longevità.
La classifica non si esaurisce però nei nomi più celebri. Tra i risultati che raccontano meglio la varietà del vino italiano figurano il Friulano Mario Schiopetto M 2025 di Schiopetto al tredicesimo posto, il San Leonardo Vigneti delle Dolomiti 2021 al quindicesimo, il Vermentino di Gallura Superiore Vign’Angena 2025 di Capichera al ventunesimo, il Franciacorta Bagnadore 2017 di Barone Pizzini al ventitreesimo e il Trebbiano d’Abruzzo 2022 di Valentini al quarantanovesimo.
C’è poi l’Etna, sempre più presente nelle grandi selezioni internazionali. Il vino di Tenuta delle Terre Nere raggiunge il nono posto, mentre altre espressioni del vulcano siciliano compaiono più avanti con Pietradolce, Girolamo Russo, Passopisciaro e Maugeri. Un risultato che conferma la crescente attenzione verso territori capaci di esprimere vini fortemente legati al luogo d’origine.
Ed è proprio il concetto di identità territoriale uno dei fili conduttori del report 2026 di James Suckling. Il vino italiano viene letto attraverso il rapporto tra vigneto, territorio e stile produttivo, con una crescente attenzione alla freschezza e all’equilibrio. Nel commento alla classifica, la testata osserva inoltre una maggiore prudenza nell’uso del legno e una progressiva riduzione di vini caratterizzati da eccessiva maturità, estrazione e alcol.
Non mancano, infine, alcune assenze illustri. JamesSuckling.com precisa che diversi grandi nomi non sono entrati nella Top 100, citando tra gli altri Masseto, Biondi-Santi, Bruno Giacosa, Roagna e Monfortino. La loro mancata presenza non viene presentata come un giudizio negativo sulla qualità: la selezione ha privilegiato, in generale, vini sotto i 400 dollari a bottiglia e con una disponibilità commerciale sufficiente, arrivando a considerare anche la quantità prodotta e la reperibilità.
La Top 100 Wines of Italy 2026 restituisce così una fotografia precisa del momento che attraversa il vino italiano secondo uno dei più seguiti osservatori internazionali. Il Brunello di Montalcino 2021 di Eredi Fuligni è al vertice, ma dietro il podio emerge un mosaico molto più ampio: grandi denominazioni, territori emergenti, vitigni internazionali e autoctoni, vini rossi e bianchi convivono nella stessa selezione. Una classifica che, più che raccontare soltanto i primi tre posti, mette in evidenza la crescente attenzione verso identità, equilibrio e riconoscibilità territoriale del vino italiano.

