Nel panorama dei grandi bianchi italiani, il Sauvignon Blanc dell’Alto Adige continua a ritagliarsi uno spazio sempre più autorevole. Non soltanto per la riconoscibilità aromatica del vitigno, ma soprattutto per la capacità di coniugare freschezza, mineralità, struttura e longevità. Il Sauvignon Blanc Riserva Mathias 2023 di Pfitscher interpreta questa identità con un approccio che mette al centro il vigneto e il carattere del territorio.
L’etichetta nasce nella zona di Pinzon-Gebach, a Montagna, a circa 500 metri di altitudine, dove le viti affondano le proprie radici in terreni caratterizzati da porfido e componente sabbioso-calcarea. È una combinazione che contribuisce a definire il profilo del vino, portandolo lontano dall’idea di un Sauvignon costruito esclusivamente sulla componente aromatica. Qui il varietale incontra invece una dimensione più profonda, minerale e gastronomica.
La 2023 ha raccolto 94 punti Falstaff, entrando così tra le migliori espressioni italiane di Sauvignon Blanc dell’annata secondo la guida. La degustazione firmata da Othmar Kiem e Simon Staffler ne evidenzia il colore giallo paglierino intenso e un quadro olfattivo che procede dalle note vegetali e di foglia di ribes nero verso il pompelmo e una componente più esotica, con richiami di brioche e frutta secca. Al palato emerge un equilibrio elegante, sostenuto da una buona persistenza.
È proprio questo equilibrio a rendere interessante il Mathias. Il Sauvignon non viene lasciato correre soltanto sul filo dell’immediatezza aromatica, ma accompagnato verso una maggiore complessità attraverso una vinificazione e un affinamento pensati per aggiungere profondità senza cancellare la matrice territoriale.
La lavorazione prevede infatti una prima macerazione di circa sei ore prima della pressatura. Il mosto fermenta quindi in parte in legno e in parte in acciaio, con una temperatura controllata intorno ai 18 °C. L’affinamento prosegue per 18 mesi sui lieviti, alternando legno e acciaio, prima di un ulteriore periodo in bottiglia. Una scelta che spiega anche la presenza di sensazioni più morbide e mature accanto alla freschezza tipica del Sauvignon.
Nel bicchiere il risultato è un bianco che punta sulla precisione. Le note di pietra focaia e la componente minerale fanno da contrappunto al frutto, mentre l’evoluzione aromatica può spingersi verso agrumi, erbe alpine, sfumature floreali e una delicata traccia vanigliata. WineNews ne sottolinea proprio la capacità di alternare sensazioni floreali e fruttate a una progressione più sapida e rocciosa, con un finale lungo.
La cifra stilistica di Pfitscher si inserisce in un progetto più ampio. La cantina lavora con vigneti distribuiti tra Montagna, Egna, Ora, Cortaccia e Caldaro e ha costruito una parte importante della propria identità sulla viticoltura biologica e sulle parcelle situate a quote elevate. Falstaff descrive la filosofia della famiglia come orientata a vini nitidi e vitali, nei quali l’altitudine e il clima fresco contribuiscono a preservare espressione e finezza.
Il nome Mathias porta inoltre con sé un elemento di memoria familiare: è dedicato a Mathias Pfitscher, figura alle origini della storia della famiglia. Nel tempo questa cuvée è diventata una delle interpretazioni più ambiziose del Sauvignon della tenuta, con una produzione volutamente contenuta. Per la vendemmia 2023 WineNews indica circa 4.000 bottiglie prodotte, mentre il prezzo allo scaffale riportato dalla testata è di circa 38 euro; lo shop ufficiale Pfitscher propone oggi la bottiglia da 0,75 litri a 38,20 euro.
Interessante anche la continuità qualitativa del vino nelle annate precedenti: il Mathias aveva ottenuto 93 punti nelle degustazioni Falstaff per le annate 2019, 2020 e 2021, salendo a 94 con la 2022 e confermando lo stesso punteggio con la 2023. Una progressione che racconta non tanto l’effetto di una singola vendemmia, quanto la riconoscibilità di un progetto enologico ormai consolidato.
Il 2023 si presenta quindi come un Sauvignon Blanc capace di parlare tanto agli appassionati del vitigno quanto a chi cerca un bianco da tavola più complesso e strutturato. La sua vocazione gastronomica va oltre i classici abbinamenti con il pesce: la stessa cantina lo indica anche per frutti di mare, risotti e carni bianche, mentre la sua struttura e la componente sapida permettono di immaginarlo accanto a preparazioni dalla maggiore intensità aromatica.
Anche la capacità evolutiva rappresenta un elemento centrale. Pfitscher indica per il Mathias un potenziale di affinamento nell’ordine dei 10-20 anni, segnalando una volontà precisa: non proporre semplicemente un Sauvignon Blanc da bere giovane, ma un vino capace di sviluppare nel tempo nuove sfumature.
È in questa prospettiva che il Mathias Sauvignon Blanc Riserva 2023 trova la propria dimensione più interessante. Non cerca l’effetto immediato, né rinuncia alla riconoscibilità del Sauvignon. Al contrario, parte dal vitigno per condurlo verso un’espressione più adulta, nella quale frutto, mineralità, legno, freschezza e persistenza trovano un punto di equilibrio.
Un bianco altoatesino che conferma come, nelle zone più vocate della regione, il Sauvignon possa assumere una personalità capace di competere con le grandi interpretazioni internazionali. E il Mathias 2023 di Pfitscher, forte dei 94 punti Falstaff e di una storia produttiva ormai consolidata, rappresenta una delle espressioni più interessanti di questa evoluzione.

