Masi Agricola archivia il primo semestre del 2026 con ricavi consolidati pari a 27,3 milioni di euro, in diminuzione del 6,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un risultato che riflette il rallentamento della domanda nel comparto vinicolo internazionale, influenzato dalla minore propensione alla spesa dei consumatori e da un contesto economico ancora caratterizzato da forti incertezze.
L’andamento dei conti risente anche dell’assenza delle attività di vinificazione per conto terzi che avevano contribuito ai ricavi del primo semestre 2025. Escludendo questo elemento straordinario e l’effetto negativo dei cambi valutari, la flessione del business operativo risulta decisamente più contenuta.
Sul fronte della redditività, l’EBITDA si è attestato a 2,9 milioni di euro, in calo rispetto ai 3,9 milioni dello scorso anno, mentre l’EBIT è sceso a circa 233 mila euro. Il semestre si è chiuso con una perdita netta di 1,15 milioni di euro, a fronte del lieve utile registrato nei primi sei mesi del 2025.
Tra i fattori che hanno inciso sui margini figurano anche i maggiori costi sostenuti per l’avvio di Monteleone21, il nuovo centro multifunzionale dedicato all’accoglienza e all’enoturismo in Valpolicella. L’investimento ha comportato un incremento delle spese per il personale, degli ammortamenti e degli oneri finanziari, ma rappresenta una delle leve strategiche su cui il gruppo punta per rafforzare il rapporto diretto con il consumatore.
Dal punto di vista commerciale, il mercato americano continua a rappresentare il principale sbocco per Masi Agricola, mantenendo sostanzialmente stabili i volumi. Più difficile, invece, il quadro in Italia e negli altri Paesi europei, dove il rallentamento della domanda ha inciso maggiormente sulle vendite. Positivo, al contrario, l’andamento dei mercati extraeuropei, che hanno evidenziato una crescita significativa nel semestre.
La posizione finanziaria netta resta sotto controllo, pur risentendo degli investimenti effettuati, mentre il management invita alla prudenza sulle prospettive per il resto dell’anno. Il contesto macroeconomico e quello del mercato del vino continuano infatti a presentare elementi di incertezza che limitano la visibilità sull’evoluzione della domanda.
La società conferma comunque la propria strategia di valorizzazione del segmento premium, facendo leva sulla diversificazione dei canali distributivi, sull’ampliamento del portafoglio prodotti e sullo sviluppo dell’enoturismo, considerato un asset sempre più importante per sostenere la crescita nel medio-lungo periodo.

