C’è un dato che più di altri fotografa il cambiamento in corso nel mondo delle bollicine: anche nella patria dello Champagne, il Prosecco continua a conquistare terreno. Nel 2025 gli acquisti di Prosecco effettuati dalla ristorazione commerciale francese attraverso grossisti e canali cash & carry sono aumentati del 22,6% rispetto all’anno precedente. Se il confronto viene esteso al 2019, la crescita raggiunge addirittura il 175%.
A mettere nero su bianco il fenomeno è FranceAgriMer, l’ente pubblico francese che monitora il settore agroalimentare, nello studio dedicato agli approvvigionamenti di vino della ristorazione presso grossisti e cash & carry nel 2025. Il dato assume un significato particolare perché arriva da un mercato nel quale il consumo di vino sta attraversando una fase di trasformazione e nel quale Champagne e Crémant rappresentano riferimenti storici per il consumo di bollicine.
Il quadro generale, infatti, è meno brillante rispetto alla performance del Prosecco. Nel 2025 le vendite di vino nel canale francese di caffè, hotel e ristoranti hanno registrato una diminuzione del 3,6% in volume e del 3,8% in valore rispetto al 2024. Rispetto al 2019, i volumi risultano inferiori del 21,1%. In questo scenario, a distinguersi sono proprio gli spumanti e i vini frizzanti, che hanno invece aumentato i volumi del 6,3%.
Le bollicine rappresentano ancora una parte minoritaria del mercato della ristorazione francese, circa il 12% dei volumi, contro l’88% dei vini fermi. Ma sono la categoria che ha recuperato meglio il terreno perso negli anni precedenti: rispetto al 2019, i volumi risultano superiori del 16,5%, mentre il valore è cresciuto del 6,2%.
All’interno di questo segmento il confronto tra le principali denominazioni è particolarmente significativo. Champagne, Prosecco, Lambrusco, Crémant d’Alsace e Crémant de Loire concentrano gran parte dei consumi, ma nel 2025 il Prosecco ha segnato l’incremento più consistente. Lo Champagne, che rappresenta circa il 21% dei volumi di vendita delle bollicine considerate nello studio, ha invece registrato una contrazione del 5,5% rispetto al 2024.
Il confronto con il 2019 rende ancora più evidente la distanza tra le due dinamiche: nello stesso periodo in cui il Prosecco ha visto crescere i propri volumi del 175%, lo Champagne è rimasto del 25,7% sotto i livelli pre-crisi. Non significa, naturalmente, che il Prosecco abbia sostituito lo Champagne nel mercato francese, ma che le abitudini di consumo nel fuori casa stanno diventando più articolate e stanno lasciando spazio a un numero maggiore di categorie e fasce di prezzo.
Ed è proprio il prezzo uno degli elementi da osservare. Nel 2025 il prezzo medio del Prosecco acquistato dalla ristorazione francese è stato indicato in 5,3 euro per l’equivalente di una bottiglia da 75 centilitri, con un aumento del 5% rispetto al 2019. Per lo Champagne, il valore medio raggiunge invece 21,16 euro, dopo una crescita del 17% nello stesso arco temporale.
La forbice è dunque ampia e aiuta a comprendere perché il Prosecco possa trovare spazio anche in una fase nella quale ristoranti, bar e hotel francesi stanno prestando maggiore attenzione alla spesa. Secondo i dati riportati nello studio, il 45% dei consumatori adatta infatti l’esperienza al ristorante per contenere i costi, privilegiando locali più accessibili oppure scegliendo promozioni e riducendo il numero di portate.
Il successo del Prosecco in Francia, tuttavia, non nasce soltanto dalla sua collocazione di prezzo. I dati sul commercio internazionale mostrano che il mercato francese sta assumendo un peso sempre più rilevante per le bollicine italiane. Nei primi nove mesi del 2025, secondo i dati ISTAT analizzati da WineNews, le esportazioni italiane di spumanti verso la Francia hanno raggiunto 117,5 milioni di euro, con una crescita del 18,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nello stesso periodo le esportazioni di Prosecco verso la Francia hanno raggiunto 104,7 milioni di euro, in aumento del 15,1%.
Il dato si inserisce in una traiettoria internazionale più ampia. Nei primi nove mesi del 2025 il Prosecco DOC ha raggiunto 1,29 miliardi di euro di esportazioni, con una crescita dello 0,5% sul 2024, mentre i volumi hanno superato i 306 milioni di litri, segnando un incremento del 4,8%. Nello stesso periodo il Prosecco ha rappresentato oltre il 77% delle esportazioni italiane di spumanti in valore.
Anche ISMEA ha rilevato la solidità del comparto: nei primi nove mesi del 2025 il cosiddetto “mondo Prosecco” ha registrato una crescita del 5% in volume e dell’1% in valore, all’interno di una performance particolarmente positiva del vino veneto sui mercati internazionali.
La Francia diventa quindi un osservatorio interessante non soltanto perché è il Paese dello Champagne, ma perché racconta una trasformazione più generale del consumo di vino. Nel fuori casa il consumatore sembra muoversi con maggiore attenzione al rapporto tra prezzo, occasione di consumo e prodotto scelto. Le bollicine, in questo scenario, mantengono una capacità di attrazione superiore rispetto ai vini fermi, mentre il Prosecco beneficia di una riconoscibilità ormai consolidata e di un posizionamento che gli consente di entrare in occasioni di consumo molto diverse.
Il fenomeno non riguarda dunque soltanto il brindisi italiano oltreconfine. È il segnale di un cambiamento nella geografia delle bollicine: il mercato francese continua a essere profondamente legato alle proprie denominazioni storiche, ma nei ristoranti e nei bar si fa spazio anche un modello di consumo internazionale nel quale il Prosecco ha ormai acquisito un ruolo stabile.
E il dato del 2025 suggerisce che la corsa non si è ancora fermata: +22,6% in un solo anno e +175% dal 2019 raccontano una presenza del Prosecco nella ristorazione francese che, almeno sul fronte degli acquisti monitorati da FranceAgriMer, appare sempre più strutturale.

