La Borgogna ha trasformato ancora una volta i suoi grandi vini in uno strumento di tutela del patrimonio. Si è conclusa il 19 settembre 2026, al Château du Clos de Vougeot, la seconda edizione di “Clos de Vougeot for Cîteaux Abbey”, iniziativa benefica nata per sostenere il restauro del Définitoire dell’Abbazia di Cîteaux. Il bilancio sfiora gli 800mila euro, cifra che supera i 650mila euro raccolti con la prima edizione del 2022.
A rendere possibile il risultato è stata una mobilitazione che ha coinvolto una parte significativa dell’élite vinicola della Côte d’Or. Più di 150 domaine e maison hanno messo a disposizione bottiglie, verticali, grandi formati ed esperienze esclusive, costruendo un catalogo che ha unito il valore collezionistico del vino alla finalità culturale dell’iniziativa. La vendita è stata organizzata dal Château du Clos de Vougeot e dalla Fondation du patrimoine, con Christie’s come partner e casa d’aste dell’operazione.
Il legame tra Cîteaux e Vougeot non è soltanto geografico. È una relazione che affonda le radici nella storia stessa della viticoltura borgognona. Furono infatti i monaci dell’Abbazia di Cîteaux a sviluppare la coltivazione della vite nell’area di Vougeot, dove nacque il Clos de Vougeot, oggi uno dei Grand Cru più celebri della Borgogna. Il Château du Clos de Vougeot rappresenta così uno dei luoghi nei quali la storia monastica, quella del vino e quella del terroir si incontrano più chiaramente.
L’asta online, aperta dal 4 al 19 settembre sulla piattaforma di Christie’s, comprendeva 153 lotti distribuiti su 61 denominazioni: 24 Grand Cru, 19 Premier Cru e 17 appellazioni village. La proposta spaziava da bottiglie e magnum fino a jeroboam, verticali e altri formati destinati soprattutto al mercato dei collezionisti. Secondo i dati diffusi da Christie’s, tutti i lotti hanno trovato un acquirente e il 99% ha superato la stima massima iniziale.
Tra i risultati più significativi figura una verticale di tre magnum di Montrachet di Pierre-Yves Colin-Morey, annate 2020, 2022 e 2023, aggiudicata a 47.500 euro. Un jeroboam di Musigny Grand Cru 2005 del Domaine Jacques-Frédéric Mugnier ha raggiunto invece 43.750 euro, contro una stima iniziale compresa tra 11.000 e 16.000 euro. Un altro risultato di rilievo ha riguardato una verticale di tre magnum di Mazis-Chambertin delle annate 2014, 2015 e 2016, proveniente dagli Hospices de Beaune, acquistata per 17.500 euro.
La dimensione internazionale dell’operazione è evidente anche dalla partecipazione. Quasi 300 collezionisti e appassionati provenienti da 33 Paesi hanno preso parte alla vendita online, confermando come i grandi vini di Borgogna rappresentino ormai un segmento globale del collezionismo enologico, nel quale rarità, provenienza, formato e annata possono incidere sensibilmente sul valore di un lotto.
Il 19 settembre l’asta digitale ha lasciato spazio alla componente dal vivo, ospitata nella storica cantina cistercense del Château du Clos de Vougeot. Circa 320 invitati hanno partecipato alla cena benefica, durante la quale sono state battute ulteriori bottiglie destinate al progetto di restauro. Tra queste anche una magnum di La Tâche Grand Cru 2015 del Domaine de la Romanée-Conti.
Il risultato economico assume un significato particolare perché il denaro raccolto sarà destinato al Définitoire di Cîteaux, edificio del XVII secolo considerato uno dei luoghi più importanti della storia dell’ordine cistercense. L’intervento di recupero rientra in un progetto più ampio di valorizzazione dell’abbazia, la cui storia è intimamente legata allo sviluppo della viticoltura borgognona. I Climats di Borgogna, espressione di questa cultura del terroir, sono iscritti dal 2015 nella lista del Patrimonio mondiale dell’UNESCO.
La raccolta del 2026 racconta dunque qualcosa che va oltre il mercato dei fine wine. I produttori hanno messo a disposizione una parte del patrimonio delle proprie cantine per contribuire alla conservazione di un luogo che, a sua volta, appartiene alla memoria agricola, religiosa e culturale della regione. È un rapporto circolare nel quale il vino, nato anche grazie al lavoro dei monaci di Cîteaux, torna oggi a sostenere la conservazione di quella stessa storia.
La seconda edizione di “Clos de Vougeot for Cîteaux Abbey” si chiude così con quasi 800mila euro destinati al restauro, una cifra superiore a quella raggiunta nel 2022. Non è soltanto il risultato di una vendita di bottiglie rare: è la fotografia di una comunità vinicola che ha scelto di legare il valore economico dei propri vini alla tutela di uno dei luoghi che hanno contribuito a definire l’identità della Borgogna.

