Il vino toscano incontra la solidarietà nella decima edizione della Italian Chef Charity Night, in programma mercoledì 9 settembre a Firenze. Tra i protagonisti della serata ci sarà anche Castello di Meleto, storica realtà del Chianti Classico, che accompagnerà l’appuntamento benefico con alcune delle proprie etichette.
La manifestazione, aperta al pubblico, si svolgerà sul rooftop del The Social Hub Belfiore, con una vista sulla città e un programma che riunirà chef, pizzaioli, pasticceri, gelatieri e artigiani del gusto. Il ricavato sarà destinato all’UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, con particolare attenzione ai programmi rivolti alle popolazioni rifugiate colpite dalla malnutrizione.
Per Castello di Meleto la partecipazione rappresenta un nuovo punto d’incontro tra cultura del vino, territorio e responsabilità sociale. La cantina di Gaiole in Chianti porterà alla serata il Castello di Meleto Chianti Classico Docg e il rosato Dìade Igt Toscana, prodotto a partire da Sangiovese e Malvasia Nera. Una presenza che inserisce l’identità vitivinicola del Chianti all’interno di una manifestazione costruita intorno alla condivisione e alla solidarietà.
La decima edizione della Italian Chef Charity Night assume quest’anno un significato particolare anche per la presenza di Nuha Saegh, originaria della Siria, e Hamed Mohamad Karim, originario dell’Afghanistan. I due chef rifugiati, oggi professionisti della ristorazione in Italia, proporranno piatti legati alle rispettive tradizioni gastronomiche. La cucina diventa così non soltanto protagonista della serata, ma anche uno strumento per raccontare percorsi personali, identità e integrazione.
Il programma riunisce alcuni tra i nomi più interessanti della ristorazione toscana. Tra gli chef stellati figurano Vito Mollica, Matteo Temperini, Mirko Marcelli, Giovanni Luca Di Pirro, Iside De Cesare e Antonello Sardi, affiancati da numerosi professionisti della scena gastronomica regionale. Il percorso coinvolge inoltre il mondo della pizza, della gelateria e della pasticceria, in una formula che punta sulla varietà e sulla partecipazione corale.
Accanto alla degustazione, la serata porta con sé anche un progetto dedicato alla formazione. Alessio Tessieri, fondatore della Scuola Tessieri, ha infatti messo a disposizione una borsa di studio del valore di 15mila euro destinata a un giovane rifugiato che desideri intraprendere un percorso professionale nel mondo della cucina. La selezione sarà realizzata in collaborazione con UNHCR.
La scelta di legare l’evento alla causa dei rifugiati si inserisce in un momento nel quale l’UNHCR richiama l’attenzione sulle conseguenze della riduzione dei finanziamenti agli aiuti umanitari. Nel 2026 l’organizzazione ha nuovamente utilizzato il linguaggio della cucina attraverso l’iniziativa “Ricette Interrotte”, coinvolgendo chef e food creator per sensibilizzare il pubblico sulla necessità di mantenere attivi gli interventi alimentari e di protezione destinati alle persone costrette alla fuga.
Anche per Castello di Meleto il legame tra vino e sostenibilità non si esaurisce nella serata fiorentina. La tenuta dichiara una gestione biologica dei propri 130 ettari di vigneto, supportata da sistemi tecnologici per il monitoraggio delle parcelle, e porta avanti iniziative dedicate alla biodiversità, tra cui il progetto “Nel Nome dell’Ape”, nato per favorire la tutela delle api e dell’ecosistema agricolo.
La partecipazione alla Italian Chef Charity Night arriva inoltre in un anno significativo per la tenuta chiantigiana. Nel febbraio 2026 Castello di Meleto ha ottenuto il Marchio storico di interesse nazionale, entrando nel Registro speciale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy riservato alle imprese con una storia di almeno cinquant’anni. La proprietà comprende oggi 130 ettari di vigneto e oltre 800 ettari di bosco nel territorio di Gaiole in Chianti.
Il 9 settembre, dunque, il Chianti sarà parte di una serata in cui l’enogastronomia diventa un veicolo di solidarietà. Il vino di Castello di Meleto accompagnerà un percorso costruito intorno ai talenti della cucina toscana, ma soprattutto contribuirà a un appuntamento nel quale il piacere della tavola viene messo al servizio di una causa più ampia: sostenere chi è stato costretto a lasciare la propria casa e garantire risorse a programmi umanitari destinati alle persone più vulnerabili.

