Il turismo esperienziale continua a trasformare il modo di raccontare le eccellenze agroalimentari italiane e, in Trentino, anche la grappa diventa protagonista di un modello di accoglienza sempre più strutturato. Le distillerie del territorio stanno infatti puntando con decisione sul cosiddetto “grappaturismo”, un fenomeno che unisce cultura del distillato, tradizione produttiva e valorizzazione del territorio.
Secondo una recente rilevazione realizzata dall’Istituto Tutela Grappa del Trentino tra le aziende associate, circa l’87% delle distillerie è oggi aperto al pubblico attraverso visite guidate, degustazioni ed esperienze dedicate agli appassionati, mentre quasi sette imprese su dieci considerano il turismo uno degli asset strategici per la crescita del settore nei prossimi anni.
L’obiettivo non è soltanto far conoscere il processo produttivo della grappa, ma trasformare la visita in un’esperienza immersiva capace di raccontare la storia delle aziende familiari, il legame con la viticoltura di montagna e la cultura della distillazione che caratterizza il territorio trentino.
Accanto alle visite, molte realtà stanno investendo nell’ammodernamento degli spazi dedicati all’accoglienza, nella digitalizzazione dei servizi e nella promozione online, rendendo più semplice la prenotazione delle esperienze e ampliando la visibilità verso il turismo nazionale e internazionale. La crescita del turismo enogastronomico rappresenta infatti un’opportunità concreta per intercettare viaggiatori alla ricerca di esperienze autentiche e legate alle produzioni locali.
La maggior parte delle distillerie mantiene un rapporto diretto con il pubblico durante tutto l’anno, mentre altre organizzano visite su prenotazione o in specifici periodi stagionali, una flessibilità che riflette la forte presenza di aziende a conduzione familiare nel comparto.
Il fenomeno si inserisce in una strategia più ampia che punta a rafforzare il posizionamento della Grappa del Trentino come prodotto identitario e ambasciatore del territorio. Negli ultimi mesi sono state avviate anche iniziative dedicate al pubblico, con degustazioni itineranti, incontri con i produttori e percorsi esperienziali pensati per avvicinare nuovi consumatori e valorizzare la versatilità del distillato.
Il comparto conserva un peso significativo nell’economia regionale. L’Istituto Tutela Grappa del Trentino riunisce oggi 24 produttori che rappresentano quasi l’intera produzione locale. Ogni anno vengono distillati circa 130 mila quintali di vinacce, dai quali si ottengono circa 7.500 ettanidri di grappa, equivalenti a circa 2,5 milioni di bottiglie.
In un mercato dove i consumatori ricercano sempre più autenticità, qualità ed esperienze da vivere, il grappaturismo si candida così a diventare uno degli strumenti più efficaci per promuovere il patrimonio produttivo del Trentino, creando valore non solo per le distillerie, ma anche per l’intera filiera turistica locale.

