Dopo mezzo secolo di lavoro condiviso, Mario Pojer e Fiorentino Sandri scelgono strade separate: il marchio storico resta a Sandri, mentre Pojer continuerà il proprio percorso in Val di Cembra insieme alla nuova generazione.
Fondata nel 1975 tra le colline di Faedo, tra la Valle dell’Adige e la Val di Cembra, Pojer e Sandri apre una nuova fase della sua storia. Dopo cinquant’anni di collaborazione, i fondatori Mario Pojer e Fiorentino Sandri hanno ufficializzato la separazione delle rispettive attività, chiudendo uno dei sodalizi più influenti dell’enologia italiana contemporanea.
La decisione, definita consensuale dalle parti, arriva al termine di un percorso che ha trasformato una piccola realtà familiare in una delle aziende più innovative del vino italiano. Dai primi due ettari coltivati negli anni Settanta, la cantina è cresciuta fino a raggiungere circa 35 ettari distribuiti in diverse aree del Trentino, distinguendosi per un approccio pionieristico alla viticoltura di montagna e alla sperimentazione enologica.
Con il nuovo assetto, Fiorentino Sandri manterrà la guida del marchio storico Pojer e Sandri insieme alla maggior parte dei vigneti aziendali situati tra Faedo e Grumes. Accanto a lui continueranno a operare anche i figli Elisa e Federico Sandri, già attivi rispettivamente nell’area commerciale e nello sviluppo internazionale dell’azienda.
Mario Pojer proseguirà invece il proprio progetto imprenditoriale in Val di Cembra, dove continuerà a lavorare nel segno della ricerca e dell’innovazione, elementi che hanno caratterizzato l’identità della cantina sin dalle origini.
Nel corso degli anni, Pojer e Sandri è diventata un punto di riferimento per la capacità di coniugare tradizione alpina e innovazione tecnica. Tra i progetti più rappresentativi figurano il Müller Thurgau Palai, gli spumanti Metodo Classico e “Zero Infinito”, vino simbolo della filosofia a basso impatto e della sperimentazione sui vitigni resistenti PIWI.
L’azienda è stata inoltre tra le prime in Italia a introdurre sistemi di vinificazione in riduzione con recupero dell’azoto, riducendo drasticamente l’utilizzo di solfiti. Una visione che ha contribuito a costruire la reputazione internazionale del brand trentino e a renderlo una presenza stabile nei principali mercati esteri.
Nonostante la separazione, il nome Pojer e Sandri continuerà quindi a rappresentare una delle firme storiche dell’enologia di montagna italiana, con l’obiettivo di mantenere viva quella cultura del vino artigianale e sperimentale che ha segnato il percorso dei due fondatori per oltre mezzo secolo.

