Nel panorama sempre più competitivo del vino italiano, il Lambrusco accelera sul fronte della qualità e dell’identità territoriale. Il Consorzio Tutela Lambrusco ha avviato infatti un progetto strategico per la creazione della sottozona “Scandiano”, con l’obiettivo di valorizzare un vitigno simbolo come la Spergola e ridefinire il posizionamento dei Colli emiliani nel segmento premium.
L’iniziativa si inserisce all’interno della denominazione Colli di Scandiano e di Canossa, territorio storicamente vocato alla viticoltura e caratterizzato da una forte diversità produttiva tra pianura e collina, già riconosciuta sin dal XIX secolo.
Al centro del progetto c’è la Spergola, vitigno autoctono che negli ultimi anni sta vivendo una nuova stagione di interesse grazie alla sua freschezza, acidità e vocazione alla spumantizzazione. Definita dagli operatori del settore un vero e proprio “gioiello”, questa varietà rappresenta oggi la chiave per costruire un’identità distintiva capace di parlare ai mercati contemporanei. L’obiettivo del Consorzio è chiaro: offrire una lettura moderna della tradizione, puntando su qualità, riconoscibilità e coerenza stilistica.
La futura sottozona prende il nome da Scandiano, cuore produttivo della Spergola. Qui, le condizioni pedoclimatiche – tra cui la presenza della cosiddetta “vena del gesso” – contribuiscono a vini dalla forte impronta minerale, eleganti e verticali. Un contesto che si presta naturalmente al Metodo Classico, sempre più al centro delle strategie produttive locali. Non a caso, il progetto prevede anche criteri più stringenti su selezione delle uve, raccolta manuale e tempi di affinamento, elementi fondamentali per elevare il posizionamento qualitativo.
Il percorso verso la sottozona “Scandiano” rappresenta molto più di una semplice evoluzione normativa: è un cambio di paradigma. Da vino popolare a espressione territoriale raffinata, il Lambrusco – e con esso la Spergola – punta oggi a conquistare una fascia più alta del mercato. Parallelamente, l’attenzione al cambiamento climatico sta spingendo la viticoltura verso altitudini maggiori lungo l’Appennino, alla ricerca di escursioni termiche ideali per basi spumante di qualità.
Il progetto del Consorzio si muove su tre direttrici precise: identità territoriale, con la definizione della sottozona; qualità produttiva, attraverso regole condivise; posizionamento internazionale, grazie a uno stile riconoscibile. Un percorso che potrebbe segnare un nuovo capitolo per il vino emiliano, trasformando Scandiano in un riferimento per le bollicine italiane di nuova generazione.
In un mercato globale sempre più orientato all’autenticità e alla territorialità, la sfida è chiara: raccontare il territorio attraverso il calice, con una visione contemporanea ma radici profonde.

