L’Italia del vino apre il 2025 con un risultato che profuma di consacrazione globale. Nella nuova edizione della Liv-Ex Power 100, il ranking che misura la forza dei brand più ricercati nel mercato internazionale dei fine wines, Tenuta San Guido vola al secondo posto assoluto, trainata dal carisma senza tempo del Sassicaia. Una performance che la proietta nelle vette mondiali, dietro soltanto a un mostro sacro della viticoltura francese.
Il dato più sorprendente? La crescita complessiva dei marchi italiani. Quest’anno sono 20 le realtà tricolori entrate nella classifica, segnale concreto di una reputazione sempre più solida tra collezionisti, investitori e appassionati di tutto il pianeta. Un risultato che colloca l’Italia tra i protagonisti della scena globale, non come outsider, ma come vera alternativa ai colossi d’oltralpe.
A brillare, accanto a Tenuta San Guido, sono nomi già storicizzati nel panorama del lusso enologico: grandi rossi toscani, evergreen di Langa e alcune sorprendenti conferme che dimostrano quanto il mercato guardi con attenzione alla continuità qualitativa, alla riconoscibilità dei territori e alla capacità di mantenere valore nel tempo.
La Liv-Ex, piattaforma internazionale di riferimento per il trading dei vini pregiati, elabora il suo indice valutando parametri come prezzo, volume degli scambi, performance di mercato e ampiezza delle annate trattate. E quest’anno, al di là delle oscillazioni globali, il trend è chiaro: il vino italiano non è più una promessa, ma una certezza da collezione.
La scalata di San Guido e la presenza di un così ampio numero di etichette italiane nella Power 100 2025 raccontano una filiera capace di competere a livello mondiale, grazie a una combinazione di storia, affidabilità e una qualità ormai percepita come “garanzia” nei mercati più maturi.
Il nuovo anno si apre dunque con un messaggio forte: il futuro del fine wine parla anche italiano, e lo fa con voce sempre più autorevole.

