L’inclusione passa anche dal lavoro e dal mondo del vino. La cantina Arnaldo Caprai, simbolo dell’eccellenza enologica umbra e ambasciatrice del Sagrantino di Montefalco nel mondo, ha ricevuto per il quarto anno consecutivo il riconoscimento “Welcome. Working for Refugee Integration” promosso da UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Un premio che valorizza le aziende capaci di trasformare l’integrazione in una pratica concreta attraverso opportunità professionali e percorsi di inserimento lavorativo.
L’edizione 2025 del programma Welcome ha registrato numeri record, con oltre 260 candidature provenienti da tutta Italia e centinaia di realtà imprenditoriali impegnate nella costruzione di modelli occupazionali inclusivi. Il progetto, realizzato in collaborazione con istituzioni, associazioni di categoria e organizzazioni della società civile, punta a favorire l’accesso al lavoro per rifugiati e richiedenti asilo, promuovendo al tempo stesso una cultura aziendale aperta alla diversità e alla valorizzazione delle competenze.
Per Arnaldo Caprai si tratta della conferma di un percorso iniziato anni fa e sviluppato in collaborazione con enti e associazioni del territorio. L’azienda ha infatti promosso numerose iniziative dedicate all’inserimento lavorativo di persone provenienti da contesti di fragilità, offrendo occasioni di formazione e occupazione sia in vigneto sia nelle attività produttive collegate alla cantina. Un impegno che nel tempo ha consentito a centinaia di persone di acquisire esperienza professionale e costruire nuove prospettive di integrazione sociale.
Il riconoscimento assegnato dall’UNHCR rappresenta oggi uno dei principali indicatori dell’impegno delle imprese italiane sul fronte della responsabilità sociale. Dalla nascita del programma, nel 2017, sono stati attivati oltre 50 mila percorsi professionali per persone rifugiate e più di 950 aziende hanno ottenuto il marchio Welcome, contribuendo a diffondere un modello di inclusione sempre più strutturato nel tessuto economico nazionale.
Nel caso di Arnaldo Caprai, il valore dell’iniziativa assume un significato particolare perché dimostra come il settore vitivinicolo possa diventare un laboratorio di integrazione e crescita condivisa. La cantina umbra continua infatti a coniugare qualità produttiva, sostenibilità e attenzione alle persone, rafforzando il proprio ruolo non soltanto come protagonista del vino italiano, ma anche come esempio di impresa capace di generare impatto sociale positivo.
Un risultato che conferma come l’accoglienza e l’inclusione possano trasformarsi in un’opportunità concreta sia per chi cerca una nuova possibilità di vita sia per le aziende che scelgono di investire sul valore della diversità.

