Le cantine vitivinicole italiane tornano protagoniste sulla scena internazionale grazie ai risultati del Weinwirtschaft CO-OP Contest 2026, uno dei riconoscimenti più autorevoli dedicati al comparto cooperativo del vino. L’edizione di quest’anno conferma la forza del modello italiano, con Cantina Terlano e Cavit ai vertici della graduatoria mondiale.
A conquistare il primo posto assoluto è Cantina Terlano, realtà altoatesina considerata un punto di riferimento internazionale per la produzione di grandi vini bianchi destinati anche al lungo affinamento. Il riconoscimento premia una filosofia produttiva costruita negli anni sulla valorizzazione del territorio, sulla qualità costante e sulla capacità di interpretare l’eccellenza enologica.
Alle sue spalle si colloca Cavit, che ottiene il secondo posto nella classifica mondiale e si conferma la migliore cooperativa italiana. Il gruppo trentino rappresenta una delle più importanti realtà del settore, coinvolgendo migliaia di viticoltori e gestendo una parte significativa della superficie vitata della provincia di Trento. Un risultato che testimonia come dimensioni industriali e qualità possano convivere in un modello produttivo fortemente radicato nel territorio.
Sul terzo gradino del podio si posiziona la cooperativa francese Plaimont, a conferma di una competizione sempre più internazionale che vede confrontarsi alcune delle più importanti realtà cooperative del panorama vitivinicolo mondiale.
Per elaborare la classifica, Weinwirtschaft ha preso in esame 106 cooperative provenienti da diversi Paesi, valutando complessivamente 636 vini appartenenti a differenti fasce qualitative, dalle etichette d’ingresso fino alle produzioni premium. Le degustazioni sono state effettuate in forma anonima da una giuria indipendente di esperti, applicando il consolidato sistema internazionale dei 100 punti.
Il risultato assume un valore particolare anche per il ruolo che la cooperazione riveste nel settore vitivinicolo europeo. Le cooperative rappresentano infatti una componente essenziale della produzione, contribuendo non solo ai volumi, ma anche alla valorizzazione delle denominazioni e delle economie locali. Negli ultimi anni molte di queste realtà hanno investito con decisione in innovazione, sostenibilità, ricerca e posizionamento internazionale, ottenendo un crescente riconoscimento da parte della critica e dei mercati esteri.
Il successo di Terlano e Cavit conferma dunque il momento positivo della cooperazione italiana del vino, sempre più capace di coniugare identità territoriale, qualità produttiva e competitività globale, rafforzando il prestigio del Made in Italy nei principali mercati internazionali.

