Il vino cambia volto anche in Svizzera. Non è solo una questione di numeri, ma di gusti, abitudini e identità produttiva. Nel 2025 il consumo complessivo si è fermato a 211,2 milioni di litri, segnando un calo del 3,3% rispetto all’anno precedente e confermando una tendenza negativa ormai strutturale.
Un dato che fotografa una trasformazione più ampia: si beve meno, ma si sceglie diversamente.
A pesare maggiormente sulla flessione sono i vini rossi, inclusi i rosati, che registrano una contrazione del 5,5%. Anche gli spumanti segnano un passo indietro, con un calo di circa il 6%, fermandosi a 21,5 milioni di litri.
In controtendenza, seppur timidamente, i vini bianchi: +0,5%. Un segnale piccolo ma significativo, che riflette un cambiamento nei consumi, sempre più orientati verso prodotti percepiti come più freschi, leggeri e contemporanei.
Il dato forse più interessante riguarda la provenienza del vino. Le importazioni crollano del 6,4%, con un picco negativo per i rossi stranieri (-9,1%).
Parallelamente, i vini svizzeri registrano una crescita del 2,3%, raggiungendo 79,2 milioni di litri e conquistando una quota di mercato del 37,5% (+2%).
Una dinamica che racconta molto più di una semplice preferenza: è il segnale di un ritorno al locale, di una maggiore attenzione alla filiera e alla qualità percepita.
Nonostante la crescita dei vini nazionali, il quadro resta complesso. Il calo dei consumi complessivi non viene compensato dall’aumento della quota interna.
Il settore vitivinicolo svizzero si trova infatti a fare i conti con una combinazione di fattori: concorrenza internazionale, cambiamento delle abitudini di consumo e una progressiva riduzione della domanda interna.
Negli ultimi dieci anni, la contrazione è stata significativa, con una diminuzione stimata intorno al 20% tra il 2014 e il 2024.
Il caso svizzero non è isolato, ma si inserisce in un trend più ampio che coinvolge tutta l’Europa: consumo più moderato, maggiore attenzione alla salute, preferenza per qualità rispetto a quantità, interesse crescente per prodotti locali e sostenibili.
Il vino resta centrale nella cultura gastronomica, ma cambia il modo in cui viene vissuto: meno quotidiano, più esperienziale.
La sfida per il settore è chiara: adattarsi. Innovazione, storytelling territoriale e valorizzazione delle produzioni locali saranno le leve decisive per affrontare un mercato in evoluzione.
Perché se è vero che si beve meno vino, è altrettanto vero che chi lo sceglie lo fa con maggiore consapevolezza. E proprio in questa trasformazione potrebbe nascondersi la nuova forza del settore.

