Verona si conferma ancora una volta il cuore pulsante del vino mondiale. La 58ª edizione di Vinitaly 2026 si chiude con numeri solidi e un segnale chiaro: il settore vitivinicolo italiano resta un punto di riferimento globale, nonostante uno scenario internazionale complesso.
Sono 90mila le presenze registrate, con operatori provenienti da 135 Paesi, in crescita rispetto allo scorso anno. Un risultato tutt’altro che scontato, soprattutto alla luce delle tensioni geopolitiche e delle difficoltà nei flussi internazionali, che stanno incidendo sulle grandi manifestazioni europee.
A rendere ancora più significativa questa edizione è la qualità del pubblico: buyer altamente profilati, professionisti del settore e oltre mille top buyer selezionati da più di 70 nazioni, a testimonianza della forte attrattività della manifestazione.
L’edizione 2026 ha evidenziato una duplice anima: da un lato la solidità dei mercati storici – Germania, Nord America, Regno Unito e Paesi del Nord Europa – dall’altro la crescita di aree emergenti sempre più strategiche.
Cina, Brasile, Corea del Sud, Messico e Sud-Est asiatico si confermano territori ad alto potenziale, mentre si registra un crescente interesse anche dall’Africa, con presenze significative da Paesi come Sudafrica e Nigeria.
Un equilibrio che riflette la trasformazione del vino italiano in un vero e proprio asset geopolitico ed economico, capace di dialogare con mercati maturi e nuove aree.
Con oltre 4mila aziende espositrici e un quartiere fieristico completamente sold out, Veronafiere ha dimostrato ancora una volta la forza del sistema vino italiano.
Tra degustazioni, eventi e incontri B2B, la manifestazione ha consolidato il proprio ruolo non solo come fiera, ma come piattaforma strategica per il business e la promozione internazionale del Made in Italy.
In parallelo, cresce anche il peso dell’enoturismo e delle esperienze legate al territorio, confermando una tendenza che unisce lifestyle, cultura e consumo consapevole.
Il successo di Vinitaly si inserisce in un contesto globale complesso, ma evidenzia la capacità del comparto di adattarsi e innovare. Nato nel 1967, il salone è oggi uno degli appuntamenti più rilevanti a livello internazionale per il settore.
L’edizione 2026 non è solo un bilancio positivo, ma anche un punto di partenza: nuove tappe internazionali, espansione nei mercati emergenti e una sempre maggiore integrazione tra digitale, sostenibilità e promozione territoriale.
Il prossimo appuntamento è già fissato: dall’11 al 14 aprile 2027, Verona tornerà a essere il crocevia globale del vino.

