Roma torna al centro della scena del vino italiano con un riconoscimento che guarda alla comunicazione come parte integrante del patrimonio enologico nazionale. L’Istituto Grandi Marchi ha scelto Daniele Cernilli per il premio annuale dedicato alle figure che hanno contribuito, attraverso il giornalismo e la divulgazione, a far conoscere il vino italiano oltre i confini nazionali. È la prima volta che il riconoscimento viene assegnato a un professionista italiano.
La cerimonia si è svolta nella Capitale, al Vizio Rooftop Restaurant, riunendo le 18 famiglie che compongono l’Istituto e rappresentanti del mondo della comunicazione enologica. Un appuntamento che non si è limitato alla consegna del premio, ma ha offerto l’occasione per discutere del modo in cui oggi il vino viene raccontato, interpretato e presentato a un pubblico sempre più internazionale.
La scelta di Cernilli si inserisce in una sequenza di nomi internazionali che negli anni hanno ricevuto il riconoscimento dell’Istituto Grandi Marchi: Burton Anderson, Jens Priewe, Monica Larner, James Suckling e, nel 2025, il giornalista e autore giapponese Isao Miyajima. Il premio nasce infatti con l’obiettivo di valorizzare il lavoro di chi contribuisce alla conoscenza del vino italiano attraverso competenza, ricerca e capacità divulgativa.
Per Daniele Cernilli, il riconoscimento arriva al termine di un percorso professionale iniziato più di quarant’anni fa e strettamente intrecciato con la trasformazione della critica enologica italiana. Cofondatore del Gambero Rosso nel 1986, Cernilli ha curato per 24 edizioni la guida Vini d’Italia e ha ricoperto diversi ruoli nel progetto editoriale, prima di dare vita nel 2011 a DoctorWine, oggi uno dei punti di riferimento dell’informazione e della critica enologica italiana.
La sua attività si è sviluppata parallelamente alla crescita dell’interesse internazionale verso il vino italiano. Alla produzione giornalistica ha affiancato negli anni libri, guide, attività didattica, degustazioni e partecipazioni a concorsi internazionali. Dal 2012 al 2020 è stato degustatore ufficiale del Decanter World Wine Awards, mentre nel 2015 è entrato nella Wine Writers’ Hall of Fame della Wine Media Guild di New York. Decanter lo ha inoltre incluso per tre anni consecutivi, nel 2007, 2008 e 2009, tra le 50 personalità più influenti del mondo del vino.
Un percorso che rende particolarmente significativo il passaggio rappresentato dal premio dell’Istituto Grandi Marchi: dopo essere stato assegnato a importanti voci della comunicazione internazionale, il riconoscimento approda infatti a una figura che ha contribuito dall’interno a costruire alcune delle principali forme contemporanee del racconto del vino italiano.
«Conferire quest’anno il riconoscimento a Daniele Cernilli significa rendere omaggio a una figura che ha scritto e continua a scrivere la storia del vino italiano», ha spiegato Piero Mastroberardino, presidente dell’Istituto Grandi Marchi. Secondo il presidente, l’esperienza di Cernilli è particolarmente legata all’evoluzione della comunicazione enologica italiana e alla capacità di accompagnare i cambiamenti del settore mantenendo attenzione alla qualità del racconto.
Il tema della comunicazione è del resto centrale nella stessa attività dell’Istituto Grandi Marchi. Nato nel 2004 dalla collaborazione di 18 importanti famiglie vitivinicole italiane, il gruppo opera con l’obiettivo di promuovere nel mondo la cultura e la tradizione del vino italiano di qualità. La sua composizione attraversa diverse aree produttive della Penisola, da Antinori a Argiolas, da Ca’ del Bosco a Donnafugata, da Mastroberardino a Tenuta San Guido, contribuendo a rappresentare una parte significativa della varietà territoriale dell’enologia italiana.
Proprio questa dimensione territoriale è stata al centro del confronto romano. Per l’Istituto, raccontare un vino significa oggi raccontare anche il luogo da cui proviene, la storia familiare dell’azienda, le varietà coltivate e il patrimonio culturale che si è sviluppato attorno alla produzione. Un approccio che attribuisce alla comunicazione un ruolo che va oltre la semplice promozione commerciale.
Il rapporto tra vino e racconto è, del resto, uno dei temi che hanno accompagnato la storia professionale dello stesso Cernilli. La nascita della guida Vini d’Italia rappresentò negli anni Ottanta un momento importante nella trasformazione della comunicazione enologica italiana, introducendo un sistema strutturato di valutazione e contribuendo a portare il vino di qualità al centro dell’attenzione di un pubblico più ampio. Lo stesso Cernilli ha raccontato quella stagione come una fase di forte sperimentazione editoriale e di cambiamento nel rapporto tra critica, produttori e consumatori.
Nel 2011, con DoctorWine, il giornalista ha poi trasferito quella esperienza in un modello editoriale digitale, affiancando all’informazione online la Guida Essenziale ai Vini d’Italia e una serie di iniziative rivolte tanto agli appassionati quanto ai professionisti. DoctorWine è nato infatti come web magazine bilingue, italiano e inglese, con l’obiettivo di portare anche all’estero un punto di vista italiano sul mondo del vino.
«Sono particolarmente felice e onorato di ricevere questo premio», ha dichiarato Cernilli durante la serata, ricordando un percorso professionale fatto di incontri, viaggi, degustazioni e confronto con generazioni di produttori. Il giornalista ha sottolineato anche il significato del riconoscimento per il mestiere stesso del comunicatore del vino: raccontare, spiegare e approfondire la complessità di un patrimonio produttivo e culturale senza ridurlo a una semplice sequenza di etichette.
La serata romana assume così un significato che va oltre il singolo premio. In un mercato nel quale il vino italiano continua a confrontarsi con nuovi consumatori, nuovi linguaggi e nuovi mercati, la capacità di costruire una narrazione credibile dei territori diventa una componente sempre più importante della strategia di valorizzazione.
È una direzione che l’Istituto Grandi Marchi sta portando avanti anche attraverso la formazione e il confronto internazionale. Nel marzo 2026, per esempio, l’Istituto ha proseguito la collaborazione con l’Institute of Masters of Wine ospitando in Puglia un percorso rivolto ad aspiranti Master of Wine provenienti da nove Paesi europei. Un’attività che conferma quanto formazione, cultura e comunicazione siano considerate parte della promozione internazionale del vino italiano.
Il premio a Daniele Cernilli si inserisce dunque in una storia iniziata oltre vent’anni fa con la nascita dell’Istituto Grandi Marchi e costruita attraverso il dialogo tra produttori, giornalisti, critici, formatori e professionisti del settore. Una storia nella quale il vino non viene considerato soltanto come prodotto, ma come espressione di territori, competenze e identità.
E proprio in questo scenario il riconoscimento assegnato a Cernilli assume un valore particolare: per la prima volta l’Istituto sceglie una voce italiana per rappresentare il ruolo della comunicazione nella costruzione della reputazione internazionale del vino del nostro Paese. Una scelta che riporta al centro non soltanto chi produce, ma anche chi da decenni osserva, assaggia
Daniele Cernilli premiato a Roma dall’Istituto Grandi Marchi: il riconoscimento al giornalismo del vino italiano
A Roma il premio dell’Istituto Grandi Marchi va per la prima volta a un professionista italiano: un riconoscimento a oltre quarant’anni di giornalismo, critica enologica e divulgazione del vino italiano nel mondo.
Roma torna al centro della scena del vino italiano con un riconoscimento che guarda alla comunicazione come parte integrante del patrimonio enologico nazionale. L’Istituto Grandi Marchi ha scelto Daniele Cernilli per il premio annuale dedicato alle figure che hanno contribuito, attraverso il giornalismo e la divulgazione, a far conoscere il vino italiano oltre i confini nazionali. È la prima volta che il riconoscimento viene assegnato a un professionista italiano.
La cerimonia si è svolta nella Capitale, al Vizio Rooftop Restaurant, riunendo le 18 famiglie che compongono l’Istituto e rappresentanti del mondo della comunicazione enologica. Un appuntamento che non si è limitato alla consegna del premio, ma ha offerto l’occasione per discutere del modo in cui oggi il vino viene raccontato, interpretato e presentato a un pubblico sempre più internazionale.
La scelta di Cernilli si inserisce in una sequenza di nomi internazionali che negli anni hanno ricevuto il riconoscimento dell’Istituto Grandi Marchi: Burton Anderson, Jens Priewe, Monica Larner, James Suckling e, nel 2025, il giornalista e autore giapponese Isao Miyajima. Il premio nasce infatti con l’obiettivo di valorizzare il lavoro di chi contribuisce alla conoscenza del vino italiano attraverso competenza, ricerca e capacità divulgativa.
Per Daniele Cernilli, il riconoscimento arriva al termine di un percorso professionale iniziato più di quarant’anni fa e strettamente intrecciato con la trasformazione della critica enologica italiana. Cofondatore del Gambero Rosso nel 1986, Cernilli ha curato per 24 edizioni la guida Vini d’Italia e ha ricoperto diversi ruoli nel progetto editoriale, prima di dare vita nel 2011 a DoctorWine, oggi uno dei punti di riferimento dell’informazione e della critica enologica italiana.
La sua attività si è sviluppata parallelamente alla crescita dell’interesse internazionale verso il vino italiano. Alla produzione giornalistica ha affiancato negli anni libri, guide, attività didattica, degustazioni e partecipazioni a concorsi internazionali. Dal 2012 al 2020 è stato degustatore ufficiale del Decanter World Wine Awards, mentre nel 2015 è entrato nella Wine Writers’ Hall of Fame della Wine Media Guild di New York. Decanter lo ha inoltre incluso per tre anni consecutivi, nel 2007, 2008 e 2009, tra le 50 personalità più influenti del mondo del vino.
Un percorso che rende particolarmente significativo il passaggio rappresentato dal premio dell’Istituto Grandi Marchi: dopo essere stato assegnato a importanti voci della comunicazione internazionale, il riconoscimento approda infatti a una figura che ha contribuito dall’interno a costruire alcune delle principali forme contemporanee del racconto del vino italiano.
«Conferire quest’anno il riconoscimento a Daniele Cernilli significa rendere omaggio a una figura che ha scritto e continua a scrivere la storia del vino italiano», ha spiegato Piero Mastroberardino, presidente dell’Istituto Grandi Marchi. Secondo il presidente, l’esperienza di Cernilli è particolarmente legata all’evoluzione della comunicazione enologica italiana e alla capacità di accompagnare i cambiamenti del settore mantenendo attenzione alla qualità del racconto.
Il tema della comunicazione è del resto centrale nella stessa attività dell’Istituto Grandi Marchi. Nato nel 2004 dalla collaborazione di 18 importanti famiglie vitivinicole italiane, il gruppo opera con l’obiettivo di promuovere nel mondo la cultura e la tradizione del vino italiano di qualità. La sua composizione attraversa diverse aree produttive della Penisola, da Antinori a Argiolas, da Ca’ del Bosco a Donnafugata, da Mastroberardino a Tenuta San Guido, contribuendo a rappresentare una parte significativa della varietà territoriale dell’enologia italiana.
Proprio questa dimensione territoriale è stata al centro del confronto romano. Per l’Istituto, raccontare un vino significa oggi raccontare anche il luogo da cui proviene, la storia familiare dell’azienda, le varietà coltivate e il patrimonio culturale che si è sviluppato attorno alla produzione. Un approccio che attribuisce alla comunicazione un ruolo che va oltre la semplice promozione commerciale.
Il rapporto tra vino e racconto è, del resto, uno dei temi che hanno accompagnato la storia professionale dello stesso Cernilli. La nascita della guida Vini d’Italia rappresentò negli anni Ottanta un momento importante nella trasformazione della comunicazione enologica italiana, introducendo un sistema strutturato di valutazione e contribuendo a portare il vino di qualità al centro dell’attenzione di un pubblico più ampio. Lo stesso Cernilli ha raccontato quella stagione come una fase di forte sperimentazione editoriale e di cambiamento nel rapporto tra critica, produttori e consumatori.
Nel 2011, con DoctorWine, il giornalista ha poi trasferito quella esperienza in un modello editoriale digitale, affiancando all’informazione online la Guida Essenziale ai Vini d’Italia e una serie di iniziative rivolte tanto agli appassionati quanto ai professionisti. DoctorWine è nato infatti come web magazine bilingue, italiano e inglese, con l’obiettivo di portare anche all’estero un punto di vista italiano sul mondo del vino.
«Sono particolarmente felice e onorato di ricevere questo premio», ha dichiarato Cernilli durante la serata, ricordando un percorso professionale fatto di incontri, viaggi, degustazioni e confronto con generazioni di produttori. Il giornalista ha sottolineato anche il significato del riconoscimento per il mestiere stesso del comunicatore del vino: raccontare, spiegare e approfondire la complessità di un patrimonio produttivo e culturale senza ridurlo a una semplice sequenza di etichette.
La serata romana assume così un significato che va oltre il singolo premio. In un mercato nel quale il vino italiano continua a confrontarsi con nuovi consumatori, nuovi linguaggi e nuovi mercati, la capacità di costruire una narrazione credibile dei territori diventa una componente sempre più importante della strategia di valorizzazione.
È una direzione che l’Istituto Grandi Marchi sta portando avanti anche attraverso la formazione e il confronto internazionale. Nel marzo 2026, per esempio, l’Istituto ha proseguito la collaborazione con l’Institute of Masters of Wine ospitando in Puglia un percorso rivolto ad aspiranti Master of Wine provenienti da nove Paesi europei. Un’attività che conferma quanto formazione, cultura e comunicazione siano considerate parte della promozione internazionale del vino italiano.
Il premio a Daniele Cernilli si inserisce dunque in una storia iniziata oltre vent’anni fa con la nascita dell’Istituto Grandi Marchi e costruita attraverso il dialogo tra produttori, giornalisti, critici, formatori e professionisti del settore. Una storia nella quale il vino non viene considerato soltanto come prodotto, ma come espressione di territori, competenze e identità.
E proprio in questo scenario il riconoscimento assegnato a Cernilli assume un valore particolare: per la prima volta l’Istituto sceglie una voce italiana per rappresentare il ruolo della comunicazione nella costruzione della reputazione internazionale del vino del nostro Paese. Una scelta che riporta al centro non soltanto chi produce, ma anche chi da decenni osserva, assaggia e racconta questa evoluzione.
e racconta questa evoluzione.

