Livorno si prepara a tornare protagonista della scena enogastronomica toscana con una nuova edizione di MareDiVino e DiGusto, in programma dal 28 al 30 novembre 2026 al Modigliani Forum. Tre giornate pensate per raccontare la ricchezza produttiva della regione attraverso i suoi vini, le specialità gastronomiche e le storie delle aziende che contribuiscono a definire l’identità del territorio.
La manifestazione si inserisce in un contesto nel quale il turismo del gusto assume un ruolo sempre più rilevante nella valorizzazione delle destinazioni italiane. Non soltanto un’occasione per scoprire prodotti di qualità, dunque, ma anche un punto d’incontro tra cultura alimentare, promozione territoriale e relazioni professionali.
Promossa da Fondazione LEM – Livorno Euro Mediterranea per conto del Comune di Livorno, in collaborazione con FISAR Livorno e Slow Food Toscana, con il supporto di Vetrina Toscana, la rassegna prosegue il percorso di crescita avviato con la precedente edizione. Nel 2025 erano presenti 146 espositori, tra cui 117 produttori vinicoli e 29 aziende della rete Slow Food: numeri che avevano segnato un incremento del 40% rispetto all’edizione precedente.
Per il 2026, l’attenzione si concentra sul consolidamento della manifestazione e su una formula capace di mettere in dialogo il pubblico degli appassionati con quello degli operatori del settore.
Il calendario distingue infatti due anime complementari. Sabato 28 e domenica 29 novembre saranno le giornate dedicate al pubblico, con banchi d’assaggio, incontri con i produttori, degustazioni guidate e occasioni per conoscere più da vicino le produzioni vitivinicole e gastronomiche toscane. Lunedì 30 novembre, invece, l’evento si rivolgerà esclusivamente ai professionisti dell’ospitalità e della ristorazione, ai distributori, agli enotecari, ai buyer e alla stampa specializzata.
La principale novità dell’edizione 2026 è l’introduzione di una nuova Area Business, concepita per favorire il confronto diretto tra aziende produttrici e operatori della filiera Horeca. L’obiettivo è trasformare l’incontro fieristico in un’opportunità concreta di sviluppo commerciale, facilitando la conoscenza delle produzioni, la valutazione delle proposte e la costruzione di nuove collaborazioni.
In un mercato nel quale la riconoscibilità delle aziende e la capacità di raggiungere interlocutori qualificati sono elementi strategici, il rafforzamento della componente professionale rappresenta uno degli sviluppi più significativi della manifestazione. Il vino e le specialità alimentari diventano così anche strumenti di relazione economica, con ricadute potenziali sulla distribuzione, sulla ristorazione e sull’accoglienza turistica.
Accanto alla dimensione commerciale, rimane centrale il racconto della cultura enologica. Tra gli appuntamenti in programma figura la presentazione regionale della guida Slow Wine, dedicata al mondo vitivinicolo italiano e al rapporto tra le cantine e i rispettivi territori. Un’occasione per approfondire le scelte produttive, le pratiche agricole e il valore della biodiversità, elementi che contribuiscono a distinguere le diverse identità del panorama enologico toscano.
L’Area Masterclass offrirà inoltre degustazioni tecniche e percorsi di approfondimento condotti da sommelier FISAR ed esperti di Slow Food. Gli incontri affiancheranno i banchi d’assaggio, permettendo ai partecipanti di conoscere meglio le caratteristiche dei vini, le differenze tra le aree di produzione e le peculiarità che emergono dal rapporto tra vitigno, ambiente e lavoro umano.
La proposta non si esaurisce nel calice. MareDiVino e DiGusto dedica infatti uno spazio importante alla cucina, intesa come espressione della memoria e dell’identità locale. Nell’Area Show-Cooking, chef e operatori del territorio presenteranno preparazioni legate alla tradizione livornese, con particolare attenzione alla cucina di mare e a piatti emblematici come il cacciucco.
Accanto alle dimostrazioni culinarie, la componente gastronomica comprenderà specialità dello street food locale, tra cui il celebre 5 e 5, il panino farcito con la torta di ceci, insieme ad altre proposte legate alle tradizioni alimentari toscane. Un percorso che restituisce al pubblico una visione articolata del patrimonio regionale, dove il prodotto, la ricetta e il contesto culturale concorrono alla costruzione di un’esperienza gastronomica completa.
È proprio nell’incontro tra vino e cucina che la manifestazione trova una delle sue chiavi di lettura più interessanti. La valorizzazione delle produzioni locali non riguarda soltanto la qualità del singolo alimento, ma anche la capacità di creare connessioni tra aziende agricole, cantine, ristoratori e destinazioni turistiche. Una prospettiva coerente con l’approccio di Vetrina Toscana e con i principi del buono, pulito e giusto promossi da Slow Food.
La scelta di Livorno contribuisce a rafforzare questa narrazione. Città portuale dalla forte identità gastronomica, il capoluogo toscano offre un contesto nel quale la cultura del mare incontra quella delle produzioni agricole e vitivinicole della regione. Il Modigliani Forum diventa così il punto di convergenza di realtà produttive diverse, unite dalla volontà di promuovere il patrimonio enogastronomico attraverso il contatto diretto con il pubblico e con gli operatori.
Per gli appassionati, le giornate di sabato 28 e domenica 29 novembre rappresenteranno l’occasione per degustare, confrontare e acquistare direttamente dai produttori. Per le imprese, la giornata di lunedì 30 novembre offrirà invece un contesto dedicato al networking e alla ricerca di nuove opportunità commerciali.
I biglietti per le giornate aperte al pubblico sono disponibili online. L’accesso professionale di lunedì è previsto gratuitamente, con registrazione obbligatoria per gli operatori.
Con l’edizione 2026, MareDiVino e DiGusto punta quindi a consolidare il proprio ruolo nel calendario degli appuntamenti enogastronomici toscani, coniugando divulgazione, esperienza e sviluppo professionale. Un progetto che guarda alla qualità delle produzioni e alla forza delle identità locali, confermando come il vino e la gastronomia possano rappresentare non soltanto un patrimonio da preservare, ma anche una risorsa per la promozione culturale ed economica del territorio.

