Olbia torna a parlare la lingua del Vermentino. Fino al 10 ottobre la città gallurese ospita la dodicesima edizione di Benvenuto Vermentino, manifestazione promossa dalla Camera di Commercio del Nord Sardegna e dall’Azienda Speciale Promocamera, insieme al Comune di Olbia e al Consorzio di Tutela del Vermentino di Gallura DOCG. Un appuntamento che, anno dopo anno, ha trasformato il vino in uno strumento di racconto del territorio, intrecciando produzione, cultura, ospitalità ed enoturismo.
L’edizione 2026 amplia ulteriormente questa vocazione. Non soltanto degustazioni, dunque, ma un calendario pensato per mettere in relazione il pubblico con le cantine, i professionisti del settore con i produttori e il patrimonio enogastronomico con quello storico e culturale della Gallura. Una formula che guarda al vino come esperienza complessiva e non come semplice prodotto da assaggiare.
Il programma attraversa infatti diversi luoghi e dimensioni della città. Ristoranti, bar e strutture ricettive partecipano a “Vermentino a Tavola”, mentre le aziende vitivinicole aderenti aprono le porte ai visitatori con percorsi guidati e degustazioni. La manifestazione propone inoltre appuntamenti tecnici curati dall’AIS Gallura, con Vermentini provenienti da Sardegna, Liguria e Toscana, rafforzando il dialogo tra territori accomunati dalla presenza del vitigno.
Il tema della sostenibilità entra quest’anno nel cuore del confronto. L’8 ottobre il Museo Archeologico di Olbia ospita il convegno dedicato al sughero sardo, mentre nel pomeriggio l’attenzione si sposta al Pozzo Sacro di Sa Testa per un incontro dedicato al rapporto tra innovazione, gestione intelligente del vigneto e risorsa idrica. Il messaggio è chiaro: il futuro del Vermentino passa anche dalla capacità di affrontare le trasformazioni climatiche e produttive attraverso tecnologia, ricerca e tutela delle risorse.
Non manca la componente più conviviale. Il 9 ottobre il Benvenuto Vermentino Wine Talk porterà al Museo Archeologico degustazioni e abbinamenti gastronomici, prima della Vermentino Shopping Night che coinvolgerà il centro cittadino. Il 10 ottobre sarà invece la volta della grande degustazione in centro: Corso Umberto I e via Regina Elena diventeranno un percorso dedicato alle diverse espressioni del Vermentino, dalle denominazioni sarde alle produzioni ospiti di Liguria, Toscana, Corsica e altre aree vitivinicole.
La giornata conclusiva unirà inoltre vino e letteratura con la cerimonia del Premio Nazionale Eno-letterario del Vermentino, iniziativa nata per valorizzare il racconto del vino e del suo universo attraverso la narrativa. È un dettaglio tutt’altro che marginale: la manifestazione conferma così una precisa idea di promozione, nella quale il patrimonio vitivinicolo viene raccontato attraverso linguaggi diversi, dalla degustazione alla ricerca, dall’arte alla letteratura.
Alle spalle di Benvenuto Vermentino c’è un progetto nato nel 2015 all’interno di VertourMer 2.0, iniziativa transfrontaliera dedicata alla valorizzazione del Vermentino e dei territori di produzione. Sardegna, Liguria, Toscana e Corsica rappresentano infatti una geografia produttiva che permette al vitigno di essere raccontato attraverso identità differenti, mantenendo però un comune denominatore legato al paesaggio mediterraneo.
La crescita della manifestazione racconta anche l’evoluzione del suo pubblico. Nel 2024, per esempio, l’organizzazione registrava 94 cantine coinvolte nella degustazione in centro, 132 etichette e 1.200 ticket, oltre a 26 aziende impegnate nelle esperienze in cantina. Nel 2025 le etichette proposte nella degustazione centrale erano oltre cento, mentre l’iniziativa aveva coinvolto anche decine di attività commerciali, ristorative e artigianali.
È proprio questa dimensione corale a rendere oggi Benvenuto Vermentino interessante anche oltre i confini della Sardegna. Il vino diventa una chiave per entrare nel territorio, conoscerne le aziende, incontrare chi lo produce e scoprire un paesaggio nel quale viticoltura, cultura e turismo sono sempre più interconnessi.
Olbia, in questi giorni, non si limita dunque a celebrare un vitigno identitario. Costruisce intorno al Vermentino una piattaforma di promozione capace di parlare a consumatori, professionisti, buyer e viaggiatori. Una strategia che guarda alla bottiglia, ma soprattutto a ciò che la bottiglia rappresenta: un territorio, una comunità produttiva e un modello di enoturismo nel quale il vino diventa esperienza, conoscenza e racconto.

