Il Gruppo Marilisa Allegrini amplia i propri orizzonti e guarda alla Champagne. Dal 26 settembre 2026 la società ha assunto la distribuzione esclusiva per l’Italia di due etichette della Maison Odyssée, realtà con sede ad Avize, nel cuore della Côte des Blancs: un Blanc de Blancs Grand Cru senza annata e il Millésime 2017 Grand Cru Blanc de Blancs Extra Brut.
La novità segna un passaggio significativo per il gruppo guidato da Marilisa Allegrini. Per la prima volta la società affianca alle proprie produzioni una selezione di vini realizzati da un produttore esterno, con una proposta pensata soprattutto per ristorazione, hotellerie ed enoteche. La scelta non appare però come un semplice ampliamento quantitativo del catalogo: l’obiettivo dichiarato è individuare realtà di particolare affinità per stile, territorio e filosofia produttiva.
«Entrare in Champagne, farlo partendo da Avize e dalla Côte des Blancs» rappresenta, secondo Marilisa Allegrini, un nuovo percorso di conoscenza e un’evoluzione del progetto del gruppo. La selezione nasce infatti dalla volontà di affiancare alle proprie cantine alcuni vini considerati complementari per identità e posizionamento.
Avize, il punto di partenza
La Maison Odyssée nasce dal lavoro di Olivier Bonville, quarta generazione della famiglia Franck Bonville, e di Ferdinand Ruelle-Dudel. Il progetto prende forma tra il 2019 e il 2021 e ha il proprio centro ad Avize, uno dei territori più rappresentativi della Côte des Blancs. La maison lavora circa dieci ettari di proprietà familiare e utilizza anche parcelle storiche condotte in affitto.
La filosofia di Odyssée ruota attorno allo Chardonnay e alla capacità del vitigno di raccontare le differenze tra i terroir della Champagne. Il sito ufficiale della maison presenta Avize come il punto di partenza di un progetto più ampio: da qui Olivier Bonville e Ferdinand Ruelle esplorano i diversi villaggi della denominazione, alla ricerca di espressioni capaci di mettere in evidenza le peculiarità dei singoli territori.
Il riferimento ai 319 villaggi della Champagne è anche all’origine del nome Odyssée 319, progetto con cui i due produttori intendono trasformare la conoscenza del mosaico champenois in un vero percorso produttivo. Una filosofia che ha trovato spazio anche in cataloghi e selezioni internazionali dedicate ai vini di Avize.
Due Blanc de Blancs, due interpretazioni dello Chardonnay
Le prime due referenze introdotte nel portafoglio italiano di Marilisa Allegrini sono entrambe ottenute esclusivamente da Chardonnay, ma nascono da impostazioni differenti.
Il Blanc de Blancs SA Grand Cru combina uve provenienti da Cramant, Avize e Oger. L’assemblaggio comprende vini di più annate e punta a costruire un profilo nel quale freschezza, tensione e componente sapida siano accompagnate dalla complessità apportata dai vini di riserva. La vinificazione avviene prevalentemente in acciaio, con una parte della massa affinata in legno, seguita da un periodo di permanenza sui lieviti.
Diversa la natura del Millésime 2017 Grand Cru Blanc de Blancs Extra Brut, nato da parcelle di Avize e Le Mesnil-sur-Oger. L’annata 2017 fu caratterizzata da condizioni climatiche che influirono sulle rese, mentre il vino ha seguito un lungo affinamento sui lieviti, per un totale indicato dalla maison di circa quattro anni e mezzo. Il dosaggio è di 2 grammi per litro.
Il confronto tra le due cuvée permette quindi di leggere due aspetti dello Chardonnay della Côte des Blancs: da una parte la freschezza e la verticalità ricercate nell’assemblaggio, dall’altra una maggiore struttura e complessità nel millesimato.
Il gesso della Côte des Blancs
La scelta di Avize assume particolare rilievo anche dal punto di vista geologico. La Côte des Blancs è caratterizzata dalla presenza della craie, il gesso di origine marina che costituisce uno degli elementi distintivi dei suoi terroir.
All’interno dello stesso cru possono comunque emergere differenze legate alla profondità dei suoli, alle esposizioni e alla composizione degli strati superficiali. È proprio questa varietà, insieme alla centralità dello Chardonnay, a rendere la zona particolarmente interessante per una produzione orientata alla lettura del territorio.
Odyssée costruisce su questo elemento la propria identità: partire da Avize per raccontare lo Chardonnay attraverso parcelle e interpretazioni differenti, mantenendo il villaggio come riferimento produttivo e culturale.
Una scelta legata alla ristorazione di alta gamma
L’ingresso degli Champagne Odyssée nel portafoglio italiano si inserisce nella strategia di sviluppo del Gruppo Marilisa Allegrini, nato nel 2024 e oggi articolato intorno a realtà come Villa Della Torre, Poggio al Tesoro e San Polo. Nel 2025 il gruppo ha registrato 11,1 milioni di euro di fatturato, con una crescita del 5,7% e un export pari al 57% dei ricavi.
La distribuzione di Odyssée introduce così una nuova categoria all’interno dell’offerta commerciale: non un altro vino italiano, ma uno Champagne selezionato per dialogare con gli interlocutori già raggiunti dal gruppo, in particolare nel segmento dell’alta ristorazione.
Per Michele Susini, direttore commerciale Italia del Gruppo, la scelta è maturata nell’arco di circa due anni ed è stata orientata dalla ricerca di una maison capace di condividere una particolare attenzione al singolo vigneto e ai vini monovarietali. L’affinità con la famiglia Bonville e con il progetto di Olivier Bonville e Ferdinand Ruelle-Dudel ha contribuito alla decisione finale.
L’operazione racconta dunque un’evoluzione del modello distributivo: il gruppo non punta ad ampliare indiscriminatamente il numero dei produttori rappresentati, ma a inserire nel proprio catalogo alcune referenze selezionate, coerenti con il posizionamento delle proprie cantine.
E lo Champagne scelto per questa nuova fase parte da uno dei territori simbolo della denominazione: Avize, Grand Cru della Côte des Blancs, dove lo Chardonnay diventa il filo conduttore di un progetto che unisce eredità familiare, ricerca sulle parcelle e apertura verso nuovi mercati.
Una nuova rotta, quindi, per Marilisa Allegrini. Ma anche un ingresso nel mercato italiano per una maison giovane che, partendo da un villaggio storico della Champagne, ha scelto di costruire il proprio racconto intorno alla diversità dei terroir.

