L’Aquila si prepara ad accogliere il Prix Italia 2026 e, insieme alla grande comunità internazionale della radio, della televisione e dei media digitali, porta in scena anche un altro racconto dell’Abruzzo: quello affidato al vino. Dal 28 settembre al 2 ottobre, nella città scelta come Capitale italiana della Cultura 2026, il patrimonio vitivinicolo regionale sarà infatti protagonista di degustazioni, momenti conviviali e di un’esperienza immersiva pensata per accompagnare gli ospiti alla scoperta dei territori del vino abruzzese.
La partecipazione del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo si inserisce in un appuntamento che quest’anno assume un significato particolare per il capoluogo. La 78ª edizione del Prix Italia, concorso internazionale organizzato dalla Rai, riunisce broadcaster, autori, produttori e professionisti provenienti da numerosi Paesi e propone un confronto sui cambiamenti che stanno attraversando il sistema dei media, dall’intelligenza artificiale ai nuovi linguaggi digitali.
Il filo conduttore dell’edizione 2026 è “Play Human”, un tema che mette al centro la dimensione umana nel rapporto sempre più stretto tra creatività, tecnologia e innovazione. Ed è proprio attorno a questo concetto che il vino trova un naturale punto di contatto con il programma della manifestazione: dietro una bottiglia rimangono infatti il lavoro nei vigneti, la conoscenza dei luoghi, la capacità di interpretare le stagioni e un patrimonio di competenze che passa da una generazione all’altra.
Per il Consorzio, guidato dal presidente Alessandro Nicodemi, portare i Vini d’Abruzzo al Prix Italia significa trasformare il calice in uno strumento di narrazione. Non soltanto degustazione, dunque, ma un modo per presentare a una platea internazionale la relazione tra produzione agricola, paesaggio e cultura. «Play Human» diventa così anche una chiave per raccontare un settore nel quale la tecnologia può accompagnare il lavoro dell’uomo senza sostituirne esperienza e sensibilità.
I vini accompagneranno aperitivi e cene dedicati ai delegati, ai broadcaster e agli ospiti italiani e internazionali della manifestazione. Il percorso enogastronomico, coordinato da Cia Abruzzo, permetterà di incontrare alcune delle espressioni più rappresentative della regione: dal Montepulciano d’Abruzzo al Cerasuolo d’Abruzzo, fino al Pecorino e agli altri vitigni autoctoni.
È una selezione che restituisce un’immagine dell’Abruzzo più articolata rispetto alla sola associazione con il Montepulciano. Il Cerasuolo porta nel bicchiere una delle identità più riconoscibili della regione, mentre il Pecorino consolida il ruolo dei bianchi nella narrazione contemporanea della viticoltura abruzzese. Insieme alle altre varietà regionali, questi vini contribuiscono a raccontare una geografia produttiva che si sviluppa tra l’Appennino e l’Adriatico, attraversando colline, aree interne e territori prossimi alla costa.
Ma al Prix Italia il territorio non sarà soltanto degustato: potrà anche essere esplorato virtualmente. Nella Sala Baiocco sarà allestito il corner “Vini d’Abruzzo Experience”, dedicato al progetto “Abruzzo Virtual Tour”. Attraverso visori immersivi, gli ospiti potranno compiere un viaggio digitale tra vigneti, cantine, borghi, parchi e paesaggi regionali. La tecnologia, in questo caso, diventa una porta d’accesso al territorio e un complemento all’esperienza del vino.
La scelta non è casuale. L’Abruzzo dispone di un patrimonio paesaggistico particolarmente diversificato e la viticoltura convive con aree naturali protette, parchi e una significativa biodiversità. Il vino diventa quindi anche un racconto del paesaggio: dalla montagna alla costa, attraverso territori nei quali agricoltura, ambiente e comunità continuano a essere strettamente connessi.
La presenza al Prix Italia si colloca inoltre in una fase di evoluzione del sistema vitivinicolo regionale. Il cosiddetto “Modello Abruzzo” punta a rendere più immediato il rapporto tra vino e origine geografica, attraverso una revisione delle denominazioni, la valorizzazione delle sottozone e l’introduzione della menzione “Superiore”. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la leggibilità territoriale delle produzioni e offrire al pubblico strumenti più chiari per comprendere la provenienza dei vini.
Per L’Aquila, intanto, il Prix Italia rappresenta un ulteriore appuntamento di respiro internazionale in un anno già segnato dal ruolo di Capitale italiana della Cultura. La Regione Abruzzo ha sottolineato il valore della manifestazione come occasione per presentare il territorio attraverso cultura, audiovisivo e capacità di accoglienza, mentre la Rai ha evidenziato il ruolo della città come luogo di incontro per la comunità internazionale dei media.
In questo scenario, il vino aggiunge una dimensione sensoriale a un evento nato per raccontare immagini, suoni e nuovi linguaggi. Il calice diventa una forma di comunicazione diversa ma complementare: parla di persone, luoghi e memoria, mentre la realtà virtuale ne amplia la capacità di racconto.
È questa la prospettiva con cui l’Abruzzo arriva al Prix Italia 2026: non soltanto con le proprie bottiglie, ma con un sistema di identità nel quale viticoltura, paesaggio, cultura e innovazione provano a dialogare. E dove, anche nell’epoca degli algoritmi e dell’intelligenza artificiale, il punto di partenza rimane sorprendentemente concreto: una terra, una vigna e il lavoro di chi la coltiva.

