Nel 2025 il mercato mondiale del vino continua a mostrare segnali di rallentamento. A certificarlo è l’ultimo report dell’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino, che fotografa un comparto alle prese con consumi in calo, commercio internazionale più debole e una superficie vitata globale in costante riduzione.
Secondo i dati diffusi dall’organizzazione internazionale, la superficie vitata mondiale è diminuita dello 0,8% rispetto al 2024, segnando il sesto calo consecutivo e attestandosi attorno ai 7 milioni di ettari. Una dinamica che riflette il progressivo adattamento produttivo dei principali Paesi vitivinicoli a una domanda meno dinamica e a un contesto economico sempre più instabile.
Anche i consumi globali continuano a scendere. Nel 2025 sono stimati a 208 milioni di ettolitri, con una contrazione del 2,7% su base annua. Un dato che, secondo l’OIV, conferma un cambiamento strutturale delle abitudini dei consumatori, influenzate da nuovi stili di vita, minore potere d’acquisto e trasformazioni generazionali nei mercati maturi. Dal 2018 il calo cumulato dei consumi mondiali ha raggiunto il 14%.
Frena anche il commercio internazionale. Le esportazioni mondiali di vino sono scese a 94,8 milioni di ettolitri, mentre il valore complessivo dell’export si è attestato a 33,8 miliardi di euro, in diminuzione del 6,7%. A pesare sono soprattutto il rallentamento della domanda globale e le incertezze legate alle politiche tariffarie internazionali. Particolarmente significativo il dato degli Stati Uniti, dove le importazioni di vino hanno registrato una flessione del 12% rispetto al 2024.
Nonostante il quadro complesso, il settore mostra alcuni segnali di resilienza. Paesi come Brasile, Nuova Zelanda, Sudafrica e Moldavia hanno evidenziato una ripresa produttiva dopo le difficoltà climatiche degli anni precedenti. Parallelamente, il mercato globale mantiene un equilibrio fragile grazie a una produzione contenuta che limita l’accumulo delle scorte.
L’Italia e la Francia restano centrali nello scenario internazionale, confermandosi leader nella produzione e nell’export, mentre la Spagna mantiene il primato mondiale per superficie vitata. Sul fronte dei consumi, invece, gli Stati Uniti restano il principale mercato mondiale.
Secondo il direttore generale dell’OIV, John Barker, il comparto sta attraversando una fase di profonda trasformazione, condizionata da variabili climatiche, economiche e geopolitiche. Tuttavia, la filiera continua a cercare nuove opportunità di mercato e modelli produttivi più sostenibili per rispondere all’evoluzione della domanda internazionale.

