L’assemblea dei soci rinnova il Consiglio di amministrazione fino al 2028. Bilancio 2025 in forte crescita tra tutela della denominazione, promozione globale e lotta all’italian sounding.
Il Consorzio Tutela Vini Valpolicella apre una nuova fase della propria governance con l’elezione del nuovo Consiglio di amministrazione, destinato a restare in carica fino al 2028. L’assemblea dei soci, riunita a Sant’Ambrogio di Valpolicella con una partecipazione vicina all’80% della rappresentatività consortile, ha approvato anche il bilancio 2025, chiuso con risultati economici considerati tra i migliori degli ultimi anni.
I ricavi complessivi hanno infatti sfiorato i 4,9 milioni di euro, mentre l’utile ha raggiunto quasi 296 mila euro, segnando un risultato record per l’ente di tutela del territorio veneto. A sostenere la crescita sono state soprattutto le attività legate alla protezione della denominazione e alla promozione internazionale dei vini della Valpolicella, con investimenti superiori ai 3 milioni di euro destinati a eventi, fiere e iniziative nei principali mercati esteri.
Il nuovo board sarà composto da quindici rappresentanti del comparto vitivinicolo locale, espressione delle principali realtà produttive della denominazione. Nelle prossime settimane il Consiglio sarà chiamato a nominare il nuovo presidente, anche se, secondo indiscrezioni circolate nel settore, il presidente uscente Christian Marchesini potrebbe avvicinarsi a una riconferma dopo tre mandati consecutivi.
Nel corso dell’assemblea, Marchesini ha evidenziato come il comparto del vino rosso stia attraversando una fase di profonda trasformazione, influenzata dall’evoluzione dei consumi internazionali e dalle tensioni geopolitiche che stanno ridisegnando il mercato globale del vino. In questo scenario, il Consorzio ha intensificato le attività di promozione e sostegno alle imprese, con particolare attenzione alle aziende di dimensioni più contenute, considerate strategiche per l’identità produttiva del territorio.
Parallelamente cresce anche l’impegno sul fronte della tutela internazionale dell’Amarone e delle altre denominazioni della Valpolicella. Nel solo 2025 il Consorzio ha seguito decine di contenziosi legati all’italian sounding e alle imitazioni commerciali, ottenendo in numerosi casi il ritiro delle etichette contestate e risarcimenti economici nei mercati esteri. Tra le controversie più rilevanti figurano casi registrati in Europa e Asia, a conferma di quanto il valore del brand Amarone sia oggi centrale nello scenario wine globale.
Resta inoltre aperto il percorso di valorizzazione culturale della tecnica dell’appassimento, candidata a patrimonio immateriale UNESCO, uno dei dossier più strategici per rafforzare il posizionamento internazionale della Valpolicella non soltanto come territorio produttivo, ma come simbolo di eccellenza enologica italiana.

