Shenzhen si conferma uno degli snodi strategici per il business internazionale del vino. Ha preso il via il 14 maggio la quarta edizione di Wine To Asia 2026, la piattaforma fieristica dedicata al settore wine & spirits organizzata da Veronafiere attraverso il brand Vinitaly, ospitata al Futian Convention Center della metropoli cinese.
La manifestazione, in programma fino al 16 maggio, riunisce oltre 400 espositori provenienti da più di 20 Paesi e punta a intercettare il crescente interesse del mercato asiatico verso il vino internazionale e, in particolare, verso il Made in Italy. Attesi circa 15mila operatori professionali tra buyer, importatori, distributori e professionisti horeca provenienti da Singapore, Thailandia, Corea del Sud, Vietnam, Indonesia, Taiwan, Hong Kong e Macao.
L’Italia si presenta in Cina con una delegazione di 50 aziende provenienti da Piemonte, Veneto, Toscana e Puglia, promossa insieme a ITA – Italian Trade Agency. Un segnale importante in una fase in cui il comparto guarda con crescente attenzione ai mercati emergenti asiatici, considerati oggi decisivi per sostenere l’export vitivinicolo europeo. Secondo le analisi dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly, gli ordini di vino da parte dei buyer asiatici potrebbero tornare a crescere mediamente dello 0,5% annuo fino al 2029.
Accanto al vino tradizionale, l’edizione 2026 amplia il focus su spirits, mixology e prodotti low e no alcohol, segmenti che stanno registrando una forte espansione soprattutto tra i consumatori più giovani dell’area asiatica. Debutta inoltre una sezione dedicata ai vini naturali e biologici, con oltre 60 produttori internazionali coinvolti, mentre torna anche Sol Expo Asia, rassegna dedicata all’olio extravergine d’oliva.
Per Federico Bricolo, presidente di Veronafiere, Wine To Asia rappresenta oggi “il punto di riferimento per il mercato cinese e dei principali Paesi del Sud-Est asiatico”, inserendosi nel più ampio piano internazionale sviluppato da Vinitaly per rafforzare la presenza delle aziende italiane nei mercati esteri. Dopo il Brasile con Wine South America, il calendario internazionale proseguirà in autunno con Vinitaly.USA a New York.
La scelta di Shenzhen non è casuale. La città è considerata il cuore economico della Greater Bay Area cinese, una macroregione da quasi 80 milioni di abitanti che rappresenta uno dei principali hub commerciali e tecnologici dell’Asia. In questo contesto, il vino italiano continua a rafforzare il proprio posizionamento premium, facendo leva su qualità, territorialità e cultura gastronomica.

