La crisi della viticoltura francese, che ha visto negli ultimi mesi un’acutizzazione dovuta a una congiuntura difficile e a tensioni commerciali internazionali, riceve ora un nuovo aiuto significativo da Bruxelles: 40 milioni di euro messi a disposizione dalla riserva di crisi dell’Unione Europea per finanziare misure di distillazione di crisi delle eccedenze di vino.
L’annuncio è stato fatto nel corso del Salon International de l’Agriculture di Parigi dal Commissario europeo per l’Agricoltura, Christophe Hansen, in visita ufficiale nella capitale francese, dove ha incontrato i rappresentanti del governo e dei produttori vitivinicoli. Secondo Hansen, questo fondo “offrirà un piccolo sollievo ai viticoltori in difficoltà”, permettendo di distillare oltre 1,2 milioni di ettolitri di vini rossi e rosati in eccedenza, con l’obiettivo di alleggerire la pressione sul mercato e stabilizzare i prezzi prima della vendemmia 2026.
La scelta di intervenire con la distillazione, ovvero trasformare vino in alcool per uso industriale anziché immetterlo sul mercato in eccesso, è una delle risposte più immediate allo sproporzionato accumulo di scorte e al crollo dei prezzi che stanno mettendo sotto stress i viticoltori transalpini. Questo fenomeno, noto nel contesto europeo come “wine lake” (lago di vino), è radicato in anni di sovrapproduzione rispetto alla domanda, accentuato dal calo dei consumi internazionali e da scelte di consumo più orientate al benessere.
Negli ultimi mesi, il settore ha dovuto affrontare anche tensioni commerciali, con esportazioni penalizzate da dazi e barriere, in particolare sui mercati statunitense e cinese, che hanno aggravato il quadro economico delle aziende vinicole.
Questo nuovo stanziamento arriva in un momento in cui la Francia sta anche implementando un piano nazionale di supporto più ambizioso: il governo ha approvato un pacchetto da 130 milioni di euro per l’estirpazione definitiva di vigneti non più sostenibili sul piano economico, così da riassestare l’offerta e favorire un equilibrio più duraturo del settore.
Parallelamente, il dialogo tra Parigi e Bruxelles sul futuro della Politica Agricola Comune (PAC) e sull’assetto delle risorse dedicate al vino prosegue, con l’intento di garantire strumenti più flessibili e mirati per affrontare crisi strutturali di questo tipo.
Alla base dell’intervento europeo c’è la consapevolezza che il settore vitivinicolo rappresenta non solo un pilastro economico, ma anche un patrimonio culturale ed enogastronomico per l’Europa. Tuttavia, la sostenibilità di lungo periodo passerà inevitabilmente attraverso riforme più profonde, che guardino tanto alla razionalizzazione della produzione quanto alla modernizzazione delle filiere e alla diversificazione dei mercati di sbocco.
In questo quadro, i 40 milioni di euro per la distillazione di crisi non sono solo un intervento tampone, ma un tassello di una strategia più ampia per rafforzare la resilienza di una delle più iconiche filiere agricole europee.

