Il vino italiano si conferma protagonista assoluto sulla scena internazionale e rilancia la propria strategia di crescita puntando con decisione sui mercati emergenti. È questo il quadro emerso a Vinitaly 2026, appuntamento chiave per il settore, dove istituzioni e operatori hanno delineato le nuove direttrici dell’OCM Promozione 2026-2027, misura strategica per sostenere l’export e rafforzare la competitività globale.
In un contesto internazionale segnato da incertezze geopolitiche e dinamiche di consumo in evoluzione, il comparto vitivinicolo italiano dimostra una resilienza strutturale. L’Italia mantiene infatti una posizione di primo piano sui mercati esteri, grazie a una combinazione vincente di qualità, diversificazione dell’offerta e forte identità territoriale.
Il nuovo programma OCM Promozione mette in campo risorse complessive superiori ai 98 milioni di euro, destinate a sostenere iniziative di promozione nei Paesi terzi. Di questi, circa 22 milioni finanzieranno progetti nazionali, mentre la restante quota sarà distribuita attraverso bandi regionali e multiregionali. L’obiettivo è chiaro: accompagnare le imprese italiane nella conquista di nuovi mercati e nel consolidamento delle posizioni già acquisite, favorendo al contempo una maggiore accessibilità ai fondi grazie a procedure più flessibili e inclusive.
Tra le direttrici più interessanti emergono i mercati legati ai recenti accordi di libero scambio, come quelli con il Mercosur e l’India, che rappresentano aree ad alto potenziale per il vino italiano. Questi Paesi, insieme ad altre economie emergenti, offrono nuove opportunità in termini di domanda, soprattutto per le fasce premium e per i vini a indicazione geografica, sempre più apprezzati a livello globale.
Se da un lato il 2025 ha registrato una flessione dei volumi nella grande distribuzione, dall’altro il valore del vino italiano tiene e si rafforza, trainato da una crescente domanda di prodotti di qualità e dal segmento premium. Un segnale chiaro di come il settore stia evolvendo verso un modello più orientato alla valorizzazione, piuttosto che alla quantità, con una particolare attenzione alla sostenibilità, al branding e all’esperienza.
In questo scenario, Vinitaly si conferma hub internazionale fondamentale per il business e il networking del vino italiano, capace di mettere in relazione produttori, buyer e istituzioni. La manifestazione non è solo una vetrina, ma un vero laboratorio di idee e strategie, dove si definiscono le politiche future del settore e si intercettano i trend globali.
La sfida per il vino italiano sarà quella di continuare a innovare senza perdere la propria identità. Digitalizzazione, enoturismo, sostenibilità e comunicazione saranno leve sempre più decisive per conquistare nuovi consumatori e rafforzare il posizionamento del Made in Italy nel mondo.
Con il supporto delle politiche pubbliche e una visione sempre più internazionale, il settore vitivinicolo italiano sembra pronto a scrivere un nuovo capitolo di crescita, consolidando una leadership che oggi appare più solida che mai.

