Nel fermento del mercato vinicolo italiano del 2026, segnato da sfide macroeconomiche e dazi USA che pesano sui consumi e sulle esportazioni, arrivano segnali di fiducia e visioni a lungo termine. Il gruppo toscano La Faretra, nato come tenuta agricola nel 2008 a Gavorrano (Maremma), ha ufficialmente finalizzato l’acquisizione della storica cantina Querce Bettina a Montalcino, una delle denominazioni più iconiche del vino italiano.
Situata sul versante sud-occidentale della collina di Montalcino, a circa 440 metri sul livello del mare, Querce Bettina è un’azienda fondata nei primi anni ’90 e caratterizzata da un forte legame con il territorio. Con circa 29 ettari tra vigneti, oliveti e seminativi, di cui oltre due dedicati ai vini di Montalcino (tra Brunello e Rosso), la cantina ha costruito nel tempo un’identità produttiva riconosciuta soprattutto all’estero, dove circa il 70 % del vino viene commercializzato.
Secondo i piani annunciati dalla proprietà, l’operazione, conclusa formalmente nel secondo semestre 2025 con il supporto dello studio legale Bird & Bird, non è solo una semplice transazione. La visione di La Faretra punta a preservare l’identità storica di Querce Bettina, rafforzare la qualità delle etichette e ampliare l’offerta dell’intero gruppo in un contesto competitivo e globale. “Montalcino è un patrimonio unico — ha commentato Massimo Guercilena, amministratore delegato di La Faretra e ora anche di Querce Bettina — e vogliamo custodirlo valorizzando la cantina, investendo su sostenibilità, qualità e rispetto dell’ambiente”.
L’acquisizione rispecchia un trend più ampio nell’enologia italiana, dove negli ultimi anni molte realtà storiche e boutique winery sono state al centro di operazioni di consolidamento da parte di gruppi con visioni di lungo periodo, capaci di coniugare tradizione e strategie di mercato senza snaturare le specificità locali.
Fondata ufficialmente nel 1992, Querce Bettina ha sviluppato la sua produzione basandosi sul vitigno principe del territorio — il Sangiovese — con vigneti impiantati alla fine degli anni ’90 e una cantina operativa dal 2005. Il suo Brunello di Montalcino, incluso l’apprezzato millesimo 2021, rappresenta un esempio concreto di come terroir, tecnica e coerenza stilistica possano sposarsi in etichette destinate sia al mercato nazionale che a quello internazionale.
Con questa acquisizione, La Faretra non solo entra nella cerchia ristretta delle realtà presenti nel territorio del Brunello, ma offre anche un segnale di fiducia nell’enoturismo e nella filiera vitivinicola italiana, puntando su progetti in linea con i valori di sostenibilità, tutela del paesaggio e qualità di prodotto che sempre di più guidano le scelte dei consumatori.

