Nel primo semestre del 2025, il mercato vinicolo francese registra una battuta d’arresto nella grande distribuzione. Secondo i dati diffusi da FranceAgriMer, tra il 6 gennaio e il 22 giugno, le vendite complessive di vino nella GDO hanno segnato un calo del 3% in volume e del 2% in valore rispetto allo stesso periodo del 2024. Più marcata la flessione se rapportata alla media triennale, con un -8% in quantità e -3% in valore.
I vini fermi – rossi, bianchi e rosati – rappresentano la parte più consistente del mercato, con 3,4 milioni di ettolitri venduti per un giro d’affari pari a 1,8 miliardi di euro. A soffrire maggiormente sono i rossi, che cedono il 13,3% in volume e il 7,9% in valore. Meglio i bianchi, che mostrano una lieve crescita in valore (+3,9%), mentre i rosati segnano una sostanziale tenuta.
Non meno significativa la contrazione registrata nel segmento degli spumanti. Con 67 milioni di bottiglie vendute per un fatturato di 534 milioni di euro, il calo è del 1% su entrambi i fronti. A preoccupare è soprattutto la performance dello Champagne, simbolo dell’enologia francese, che perde oltre il 20% in volume e l’11% in valore rispetto alla media degli ultimi tre anni. Una frenata che si riflette anche sulle strategie dei produttori: il Comité Champagne ha già annunciato un taglio delle rese per la vendemmia 2025, fissandole a 90 quintali per ettaro, nel tentativo di riequilibrare domanda e offerta.
In questo scenario poco confortante per la Francia, si distingue invece la performance del vino italiano. Le importazioni da parte del mercato francese sono cresciute del 3% nei primi quattro mesi dell’anno. Particolarmente brillante il risultato del Prosecco, in aumento del 12% in volume, sostenuto da un interesse crescente da parte dei consumatori d’Oltralpe.

