L’agroalimentare italiano continua a rappresentare una delle colonne portanti dell’economia nazionale, con una filiera allargata che ha raggiunto il valore record di 707 miliardi di euro. È questo il messaggio emerso da TuttoFood 2026, la manifestazione internazionale dedicata al food & beverage in corso a Fiera Milano Rho, diventata ormai uno dei principali hub europei per il confronto tra imprese, istituzioni e mercati internazionali.
Il comparto si presenta all’appuntamento milanese con numeri che confermano la centralità del Made in Italy agroalimentare nello scenario globale: oltre 70 miliardi di euro di export, leadership europea nel valore aggiunto agricolo e quasi 900 prodotti Dop e Igp che generano un valore superiore ai 20 miliardi di euro. Un ecosistema produttivo che continua a distinguersi per qualità, identità territoriale e capacità di innovazione.
A trainare la crescita sono soprattutto vino, olio, formaggi e prodotti simbolo della tradizione italiana, sempre più richiesti sui mercati internazionali. Ma accanto ai prodotti iconici emergono nuovi trend che stanno ridefinendo il settore: alimentazione funzionale, plant-based, premiumizzazione della tradizione, sostenibilità e filiere trasparenti diventano elementi strategici per competere in uno scenario globale sempre più complesso.
Nel corso dell’inaugurazione, le istituzioni hanno ribadito il ruolo strategico dell’agroalimentare nel sistema produttivo italiano. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha sottolineato come il settore rappresenti una delle “cinque A” dell’eccellenza italiana, evidenziando il contributo fondamentale delle fiere internazionali per sostenere l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese. Parallelamente, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha posto l’attenzione sulla necessità di proteggere le indicazioni geografiche e rafforzare la competitività delle filiere italiane in un mercato globale sempre più aggressivo.
Uno dei temi centrali di TuttoFood riguarda proprio la costruzione di filiere più equilibrate e resilienti. Coldiretti ha ricordato come il comparto agroalimentare italiano occupi circa 4 milioni di lavoratori e necessiti oggi di strumenti capaci di garantire maggiore stabilità economica alle imprese agricole, soprattutto in una fase caratterizzata da rincari energetici, tensioni geopolitiche e aumento dei costi delle materie prime.
Accanto alle sfide economiche, il settore accelera anche sul fronte dell’innovazione. Dalla digitalizzazione della supply chain alle nuove tecnologie per la tracciabilità alimentare, passando per logistica sostenibile e packaging evoluto, il food italiano guarda a modelli produttivi sempre più efficienti e trasparenti. Un’evoluzione che coinvolge tanto le grandi industrie quanto le piccole imprese artigianali, sempre più chiamate a coniugare identità territoriale e competitività internazionale.
TuttoFood 2026 si conferma così non solo una vetrina commerciale, ma anche un osservatorio privilegiato sui nuovi equilibri dell’economia alimentare globale. In un contesto internazionale segnato da instabilità geopolitiche, nuove politiche commerciali e cambiamenti nei consumi, l’agroalimentare italiano continua a dimostrare la propria capacità di evolvere senza perdere il legame con qualità, territorio e cultura produttiva.

