Milano – Un’etichetta che diventa manifesto culturale. È stata presentata nel capoluogo lombardo la nuova immagine dello Chardonnay di Planeta, realizzata dal collettivo artistico Claire Fontaine in occasione dei trent’anni del celebre bianco siciliano. Un’operazione che va oltre il semplice restyling grafico e si inserisce nel dialogo sempre più stretto tra mondo del vino e arte contemporanea.
L’iniziativa è stata illustrata nel corso di un evento milanese che ha riunito rappresentanti del settore, operatori e appassionati, confermando la volontà della cantina di coniugare produzione agricola, ricerca estetica e responsabilità ambientale. Il progetto si sviluppa su circa 25mila bottiglie e rappresenta un’edizione speciale destinata ai mercati nazionali e internazionali.
Elemento centrale dell’etichetta è un simbolo immediato e potente: la fiamma. Un’immagine che richiama tanto l’iconografia digitale quanto le emergenze ambientali che hanno segnato negli ultimi anni diverse aree del Mediterraneo. La scelta degli artisti si inserisce nella loro consueta riflessione sui linguaggi contemporanei e sulla trasformazione dei segni visivi nella cultura globale, dove un’icona può assumere significati diversi a seconda del contesto.
Il progetto conferma inoltre la collaborazione tra la cantina siciliana e il collettivo artistico, un dialogo avviato già da alcuni anni e sviluppato attraverso interventi che hanno coinvolto il territorio e il paesaggio agricolo. Una sinergia che punta a valorizzare il vino non solo come prodotto enologico, ma come veicolo di contenuti culturali e narrazione identitaria.
Una parte dell’iniziativa prevede anche un’attenzione concreta al territorio, con progetti di tutela e rigenerazione paesaggistica collegati alla vendita delle edizioni speciali. Un segnale che rafforza l’idea di un modello produttivo in cui estetica e sostenibilità procedono insieme.
Con questa nuova etichetta, lo Chardonnay di Planeta si conferma dunque ambasciatore di una Sicilia contemporanea, capace di dialogare con l’arte internazionale e di interpretare le sfide del presente attraverso un linguaggio visivo diretto, riconoscibile e fortemente simbolico.

