Il mercato mondiale degli spumanti continua a brillare. Nel 2025 il comparto ha superato gli 8,5 miliardi di euro di valore, confermandosi come il segmento più dinamico dell’enologia internazionale e uno dei pochi capaci di mantenere performance solide nonostante il rallentamento generale dei consumi di vino registrato in Europa e Nord America.
I dati elaborati da osservatori internazionali del commercio agroalimentare mostrano un panorama diviso tra Paesi che riescono a crescere in volume e altri che difendono il primato di fascia alta con incrementi soprattutto di valore.
Francia, Italia e Spagna: le tre capitali delle bollicine, ma con ruoli diversi
Il triangolo produttivo europeo resta indiscusso.
- La Francia mantiene la leadership di valore grazie alla forza iconica dello Champagne, capace di sostenere prezzi medi più elevati e una domanda stabile nelle fasce premium e ultra-premium.
- L’Italia domina invece i volumi, spinta da una distribuzione capillare e da un posizionamento ormai internazionale del Prosecco, che rimane tra le etichette più riconoscibili al mondo.
- La Spagna, pur compiendo progressi costanti soprattutto con Cava e nuovi progetti di metodo tradizionale, gioca una partita diversa, più legata ai volumi e al rapporto qualità-prezzo.
La tendenza più visibile dell’ultimo decennio è proprio l’exploit italiano: le esportazioni di spumante continuano a crescere più della media dei competitor, sintomo di un appeal che va ben oltre la stagionalità delle feste.
Il fenomeno Prosecco: lifestyle, posizionamento e accessibilità
L’ascesa del Prosecco è un caso quasi didattico di strategia del brand territoriale.
Il successo non deriva da un prezzo più basso — che pure resta competitivo — ma dall’aver combinato tre elementi chiave:
- Stile immediato e contemporaneo: un gusto accessibile, fresco, versatile, perfetto tanto per l’aperitivo quanto per i cocktail.
- Narrazione vincente: un immaginario che lega le bollicine italiane al lifestyle mediterraneo, informale ma raffinato.
- Distribuzione globale: presenza capillare nella GDO, nel settore horeca e nelle catene internazionali, con una riconoscibilità immediata.
È un modello di “lusso democratico” che piace alle nuove generazioni, soprattutto negli Stati Uniti e nel Regno Unito, dove il Prosecco è diventato un’abitudine culturale più che una scelta occasionale.
Segnali di rallentamento nel vino, ma non per gli spumanti
A differenza del vino fermo — che negli ultimi anni ha mostrato contrazioni sia in valore sia in volume per via dell’aumento dei costi e dei consumi più prudenti — il comparto degli sparkling si conferma resiliente.
Analisi indipendenti sui mercati internazionali segnalano infatti che:0⁰
- gli spumanti rappresentano una quota crescente del valore totale del vino esportato;
- mantengono margini più elevati rispetto ad altre categorie;
- risentono meno della concorrenza dei nuovi Paesi produttori.
Tuttavia le sfide non mancano: cambiamento climatico, oscillazioni della domanda e pressioni sui costi di produzione impongono ai player europei un ripensamento strategico di medio periodo.
Gli spumanti restano uno dei pochi segmenti capaci di combinare crescita, identità e valore aggiunto.
L’Italia, con il suo mix di volumi e immaginario culturale, è oggi al centro della scena globale. La Francia difende la sua corona, mentre la Spagna continua a crescere in modo silenzioso ma costante.
Se il 2025 conferma un mercato effervescente, il futuro richiederà investimenti su sostenibilità, comunicazione internazionale ed evoluzione stilistica.
Perché il successo di oggi, senza strategia, rischia di svanire come una bollicina nel calice.

