L’Italia si conferma regina dell’estate europea. Nei primi diciotto giorni di agosto, il nostro Paese ha accolto oltre 15,6 milioni di turisti, registrando un aumento del 9,3% rispetto allo stesso periodo del 2024. Lo rivelano i dati ufficiali del portale Alloggiati Web, gestito dalla Polizia di Stato, che monitora le presenze in alberghi, B&B e case vacanza.
A trainare la crescita sono soprattutto i visitatori stranieri: 8,3 milioni di arrivi, contro i 7,5 milioni dello scorso anno. Ma crescono anche gli italiani, saliti da 6,7 a 7,3 milioni. Numeri che, sulla carta, raccontano una stagione positiva, segnata dal ritorno alla normalità e da un turismo sempre più internazionale.
Eppure, sul territorio, il sentiment non è uniforme. Secondo Federalberghi, molte strutture ricettive non percepiscono un reale incremento delle presenze. In alcuni casi si parla addirittura di stagnazione. A spiegare il divario tra i numeri ufficiali e la percezione degli operatori c’è una novità normativa: l’introduzione del Codice identificativo nazionale (CIN), che ha portato alla luce migliaia di alloggi fino a ieri non censiti. Un’operazione di trasparenza che ha ampliato la base statistica, ma che – almeno per ora – non si traduce in un reale boom economico.
Secondo stime elaborate da Assoturismo e Cst per Confesercenti, tra giugno e settembre saranno oltre 65 milioni i turisti in viaggio in Italia, per un totale di circa 267 milioni di pernottamenti. Il mare resta la destinazione preferita: si prevedono 20,7 milioni di arrivi nelle località balneari. Ma crescono anche le vacanze in montagna, con picchi significativi in Trentino-Alto Adige e Dolomiti, complice l’avvicinarsi delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026.
Un altro segnale del cambiamento arriva dalle modalità di viaggio: sempre più turisti – in particolare giovani – scelgono il treno. Sostenibilità, comodità e flessibilità rendono il trasporto ferroviario la vera rivelazione dell’estate 2025. Secondo i dati di una nota piattaforma di prenotazioni, località come Riccione hanno registrato un aumento superiore al 500% delle ricerche rispetto alla primavera.
Prospettive in chiaroscuro
L’estate 2025, dunque, segna un passo avanti per il turismo italiano, ma lascia anche margini di riflessione. Se da un lato i numeri confermano una domanda in crescita, dall’altro la sensazione degli addetti ai lavori resta cauta. Il settore si interroga su come trasformare il flusso turistico in valore stabile, evitando boom effimeri e concentrando gli sforzi su qualità, sostenibilità e redistribuzione sul territorio.

