La Toscana si conferma protagonista della scena turistica italiana anche nel 2025. Secondo i dati diffusi nei primi mesi dell’anno, la regione ha registrato 17,8 milioni di arrivi e oltre 62,9 milioni di presenze, con una spesa complessiva che sfiora i 19 miliardi di euro. A trainare la crescita è soprattutto il turismo internazionale, con 5,8 milioni di visitatori stranieri attesi per l’estate e una domanda sempre più orientata verso esperienze autentiche e personalizzate. 
La regione piace per la sua capacità di rinnovarsi senza perdere la propria identità. Accanto ai classici circuiti culturali che includono Firenze, Siena, Pisa e Lucca, cresce l’interesse per destinazioni più raccolte e genuine: Volterra, Pitigliano, Pienza, Sovana, piccoli borghi dove si intrecciano arte, artigianato e tradizioni culinarie.
Una parte significativa della strategia regionale si concentra sulla valorizzazione del territorio attraverso il turismo esperienziale e sostenibile. Lo dimostrano progetti come Vetrina Toscana, che promuove prodotti locali e stagionali coinvolgendo ristoratori e produttori in oltre 2000 realtà, e VisitTuscany, che mira a costruire itinerari digitali su misura, anche in chiave enogastronomica. 
Il turismo del vino e del cibo rappresenta oggi uno degli asset strategici per l’offerta toscana. Con 8 DOCG e 41 denominazioni complessive, la regione offre un panorama vitivinicolo tra i più articolati d’Italia: dal Brunello di Montalcino al Chianti Classico, dal Vino Nobile di Montepulciano al Bolgheri, ogni territorio ha una propria identità enologica forte, supportata da consorzi attivi e cantine sempre più orientate all’accoglienza.
Non meno ricco il patrimonio gastronomico, che spazia dalla ribollita al cinghiale in umido, dai pici all’aglione alla celebre bistecca alla fiorentina. L’attenzione crescente verso l’oleoturismo, inoltre, sta dando nuova visibilità all’olio extravergine d’oliva toscano, protagonista di tour nei frantoi, degustazioni guidate e attività culturali tra uliveti secolari.
Tra le nuove tendenze, si rafforzano le esperienze che coniugano natura, movimento e gusto. Il cicloturismo, in particolare, sta vivendo una fase di espansione grazie a una rete sempre più estesa di piste ciclabili e percorsi panoramici che collegano colline, vigneti e piccoli paesi. Un esempio è l’itinerario tra il Chianti senese e la Val d’Orcia, dove è possibile pedalare tra filari, degustare Sangiovese e godersi un pranzo in agriturismo. 
A completare l’offerta, le terme naturali di Saturnia, San Casciano e Bagno Vignoni attraggono un turismo alla ricerca di benessere e relax, spesso abbinato a soggiorni in relais e ristoranti d’eccellenza come Caino a Montemerano, due stelle Michelin, che propone una cucina radicata nel territorio ma rivisitata con eleganza.
La Toscana del 2025 punta sempre più a un turismo di qualità, diffuso e consapevole, capace di ridurre l’impatto ambientale e generare valore per le comunità locali. Lo dimostra l’approccio adottato nelle fiere di settore, come la recente BIT, dove la Regione ha presentato nuove iniziative legate ai siti UNESCO, all’enogastronomia e alla promozione delle “terre alte”.
Secondo le previsioni, l’estate si chiuderà con un aumento contenuto delle presenze (+0,3%), ma con un significativo incremento della spesa media pro capite e una maggiore permanenza sul territorio. I segnali indicano un cambio di paradigma: si viaggia meno “di corsa”, e si sceglie con più attenzione cosa vedere, dove mangiare, cosa assaggiare. 
In conclusione, la Toscana continua a evolversi come laboratorio di un turismo che fonde storia, sapori e sostenibilità. Un modello capace di ispirare anche altre regioni italiane, dimostrando che l’autenticità – se ben narrata e valorizzata – può diventare il motore di uno sviluppo economico e culturale solido.

