Louis Roederer amplia per la prima volta la propria presenza oltre i confini della Champagne con un’operazione destinata a lasciare il segno nel panorama del vino di alta gamma. La maison francese ha annunciato l’acquisizione del Domaine Pierre Damoy, storica proprietà di Gevrey-Chambertin, compiendo così il suo debutto in Borgogna proprio nell’anno in cui celebra il 250° anniversario della fondazione.
I dettagli economici dell’accordo non sono stati resi noti, ma il valore strategico dell’operazione appare evidente. Il Domaine Pierre Damoy rappresenta infatti una delle realtà più prestigiose della Côte de Nuits, con un patrimonio di quasi otto ettari di vigneti classificati Grand Cru distribuiti tra alcune delle denominazioni più iconiche della regione, tra cui Chambertin, Chambertin-Clos de Bèze e Chapelle-Chambertin. A questi si aggiunge il Clos Tamisot, raro vigneto “monopole”, interamente controllato da un unico proprietario.
L’acquisizione segna una nuova fase di sviluppo per la Roederer Collection, il gruppo che riunisce le proprietà vitivinicole della famiglia Rouzaud. Negli anni la collezione ha costruito una presenza internazionale con aziende in Champagne, Bordeaux, Valle del Rodano, Provenza, Valle del Douro e California. La Borgogna rappresentava finora la grande assente di un portafoglio che supera i mille ettari vitati distribuiti nelle principali aree del vino di qualità.
Secondo la società, l’obiettivo non sarà modificare l’identità del Domaine Pierre Damoy, ma valorizzarne il patrimonio viticolo e proseguire il lavoro sviluppato dalla famiglia Damoy nel corso dei decenni. Un approccio coerente con la filosofia che ha caratterizzato le acquisizioni realizzate da Louis Roederer negli ultimi anni, fondata sulla tutela dei terroir e sulla gestione di lungo periodo delle aziende entrate a far parte del gruppo.
L’operazione arriva in una fase di trasformazione per il mercato internazionale dei grandi vini francesi. La crescente scarsità di vigneti di pregio disponibili sul mercato rende sempre più rare acquisizioni di questa portata, soprattutto in Borgogna, dove la frammentazione della proprietà e il valore dei Grand Cru rendono ogni compravendita un evento eccezionale. Per questo motivo l’ingresso di un protagonista come Louis Roederer viene interpretato anche come un segnale della continua ricerca di asset vitivinicoli di eccellenza da parte dei grandi gruppi familiari del settore.
Per la maison fondata nel 1776 si tratta quindi di un investimento dal forte valore simbolico oltre che industriale. L’approdo in una delle denominazioni più prestigiose del mondo consolida la strategia di diversificazione del gruppo e rafforza ulteriormente il suo posizionamento nel segmento dei vini di alta gamma, confermando come i grandi terroir francesi continuino a rappresentare uno degli asset più ambiti del panorama enologico internazionale.

