Il comparto vitivinicolo dell’Oltrepò Pavese segna una delle svolte industriali più significative degli ultimi anni. L’assemblea di Terre d’Oltrepò ha approvato ufficialmente la cessione del marchio La Versa e degli storici immobili di Santa Maria della Versa a Mack & Schühle Italia, player di primo piano nella distribuzione e commercializzazione internazionale del vino. Un passaggio di testimone che non rappresenta soltanto un cambio di assetto societario, ma che delinea un nuovo e ambizioso percorso di valorizzazione per uno dei nomi simbolo della spumantistica italiana.
Fondata nel 1905, La Versa ha scritto pagine fondamentali della storia del Metodo Classico in Italia. Nel corso di oltre un secolo, la cantina ha vissuto stagioni di straordinario prestigio internazionale alternate a complessità finanziarie, culminate con il fallimento del 2016 e la successiva acquisizione da parte di Terre d’Oltrepò. Oggi, l’ingresso di un partner industriale solido come Mack & Schühle Italia — filiale della omonima realtà tedesca — promette di proiettare il brand verso una dimensione globale, sfruttando una rete commerciale capillare e un’esperienza consolidata nel posizionamento di marchi ad alta identità territoriale.
L’operazione si inserisce in un momento cruciale per il territorio, offrendo un’importante iniezione di risorse finanziarie proprio alla vigilia della prossima vendemmia. Al di là del valore intrinseco del brand La Versa, la transazione assume una valenza strategica per l’intero distretto pavese: la cessione potrebbe infatti agevolare la gestione della complessa fase di liquidazione di Terre d’Oltrepò, creando presupposti più favorevoli per la continuità produttiva e la salvaguardia dell’indotto locale.
Per l’Oltrepò Pavese, area che detiene uno dei patrimoni viticoli più rilevanti d’Italia, il rilancio di La Versa sotto l’egida di una multinazionale rappresenta un volano d’attrazione economico e turistico. La sfida principale si sposta ora sul piano industriale: gli operatori del settore e i mercati guardano con forte interesse alle prossime mosse della nuova proprietà, fiduciosi che la rinascita di questa icona enologica possa fare da traino per il posizionamento d’eccellenza dell’intera filiera del vino lombardo.

