Nel panorama del vino italiano, dove qualità, sostenibilità e posizionamento internazionale guidano le scelte strategiche, Herita Marzotto Wine Estates accelera ancora sul fronte degli investimenti. Il gruppo della famiglia Marzotto rafforza infatti la propria presenza in Alto Adige con un piano superiore ai 10 milioni di euro dedicato alla storica cantina Kettmeir, punto di riferimento per il Metodo Classico italiano.
Un’operazione che non è solo industriale, ma profondamente identitaria: un investimento nel valore del territorio, nella viticoltura di precisione e nella crescente domanda globale di bollicine di alta gamma.
Fondata nel 1919 e situata a Caldaro, Kettmeir rappresenta uno dei simboli della trasformazione qualitativa dell’Alto Adige vitivinicolo. Qui, negli ultimi decenni, si è passati da una logica produttiva orientata ai volumi a una filosofia centrata su eccellenza, altitudine e selezione dei vitigni.
I vigneti, distribuiti tra i 300 e i 1000 metri, offrono condizioni ideali per varietà come Pinot Nero, Chardonnay e Pinot Bianco, fondamentali per la produzione di spumanti Metodo Classico. Una specializzazione che ha permesso alla cantina di posizionarsi tra i leader italiani del segmento.
Il nuovo investimento punta proprio a rafforzare questa identità: miglioramento delle infrastrutture, innovazione tecnologica e valorizzazione dell’accoglienza.
Il progetto su Kettmeir si inserisce in una strategia più ampia di Herita Marzotto Wine Estates, oggi tra i principali player del vino italiano con oltre 27 milioni di bottiglie distribuite in più di 90 Paesi e un fatturato superiore ai 250 milioni di euro.
Negli ultimi anni, infatti, Herita ha intensificato anche la propria presenza negli Stati Uniti, confermando una visione globale del business vinicolo.
L’investimento in Kettmeir riflette una tendenza chiara: la premiumizzazione del vino, in particolare nel segmento spumanti.
Il Metodo Classico, spesso associato a territori come Franciacorta e Trentino, trova in Alto Adige una nuova frontiera qualitativa grazie a condizioni climatiche uniche e a una viticoltura di montagna sempre più precisa.
Non solo produzione. Una parte rilevante dell’investimento riguarda anche l’accoglienza, elemento ormai centrale nel business del vino.
Le cantine diventano destinazioni, luoghi di racconto e brand experience, capaci di generare valore oltre la bottiglia. L’Alto Adige, già tra le regioni più avanzate in questo ambito, rappresenta un modello perfetto per integrare vino, paesaggio e ospitalità.
L’operazione su Kettmeir conferma come il vino italiano stia vivendo una fase di consolidamento e crescita qualitativa, in cui i grandi gruppi investono su asset strategici ad alto potenziale.
In un mercato globale sempre più competitivo, la differenza si gioca su identità, qualità e capacità di raccontare il territorio.
E Herita Marzotto Wine Estates, con questo nuovo investimento, sembra aver scelto con chiarezza la propria direzione: meno quantità, più valore.

