Il mondo del vino siciliano si mobilita per la solidarietà. Sabato 28 marzo, a Catania, andrà in scena “Harrykuminciamu”, una grande degustazione benefica che riunirà cantine, chef e professionisti dell’enogastronomia con un obiettivo comune: sostenere le attività di ristorazione e ospitalità colpite dal ciclone Harry.
L’iniziativa nasce su impulso di Assovini Sicilia e rappresenta una risposta concreta del comparto vitivinicolo a una delle emergenze che hanno segnato l’inizio dell’anno nell’isola. Il fenomeno atmosferico, che tra il 19 e il 23 gennaio ha colpito diverse aree della regione, ha provocato danni significativi al tessuto economico locale, in particolare nei settori legati all’accoglienza e alla ristorazione.
L’evento si svolgerà dalle 16 alle 22 nello storico complesso del Monastero dei Benedettini, uno dei luoghi simbolo della città etnea. Qui il pubblico potrà partecipare a una grande degustazione aperta agli appassionati e agli operatori del settore, con banchi di assaggio delle cantine siciliane e proposte gastronomiche curate da professionisti della cucina regionale.
Il biglietto di ingresso avrà un costo di 25 euro, comprensivo di una consumazione, e l’intero ricavato sarà destinato alle imprese della ristorazione e dell’ospitalità colpite dall’emergenza.
“Harrykuminciamu” non è soltanto un evento enogastronomico, ma un messaggio di unità del territorio. Il vino, simbolo della cultura siciliana e ambasciatore dell’isola nel mondo, diventa in questa occasione uno strumento per rafforzare la collaborazione tra produttori, ristoratori e operatori turistici.
Il progetto coinvolge numerosi consorzi e associazioni del settore, confermando come il comparto vitivinicolo rappresenti un partner naturale per la ristorazione e per tutto il sistema dell’ospitalità regionale.
In un momento complesso per molte imprese locali, iniziative come questa dimostrano la capacità del sistema enogastronomico siciliano di fare rete e reagire alle difficoltà.
Tra calici di vino, sapori della tradizione e spirito di comunità, “Harrykuminciamu” si propone così come un gesto concreto di sostegno e una celebrazione della resilienza dell’isola.

