Nel cuore delle colline del Parco naturale dei Montioni, tra ginestre, querce da sughero e corbezzoli, sorge un progetto vitivinicolo che sta riscrivendo la mappa enologica della Costa Toscana. È Montebamboli, il nuovo capitolo del gruppo Terra Moretti nato sulle vigne acquistate e impiantate nel 2005 a circa 400 metri di altitudine, che oggi si propone di guardare al futuro con uno sguardo più autentico sul territorio toscano.
A firmare la svolta è Andrea Lonardi, uno dei tre Master of Wine italiani, che insieme alla famiglia Moretti ha reinterpretato il modo di concepire il Vermentino in questa fascia di Toscana: addio alle uve “abbronzate” raccolte tardi e sovramature, per privilegiare una vendemmia precisa con selezione delle uve verdi all’interno del grappolo, al fine di recuperare l’identità storica e la freschezza originaria del vino bianco costiero.
Il risultato è senza dubbio una sfida stilistica, volta a restituire il vero carattere del Vermentino, un vitigno mediterraneo storicamente coltivato lungo le coste italiane con profumi di agrumi e fiori e una piacevole acidità naturale. Questa scelta si inserisce in un più ampio contesto di ripensamento del terroir toscano, dove sentimenti tradizionali e innovazione tecnica si incontrano per raccontare paesaggi oltre i cliché tipici del vino toscano.
Ma Montebamboli non si ferma al bianco. Nel vigneto di quota trovano spazio anche Cabernet Franc e una interpretazione costiera del vitigno Grenache, confermando l’ambizione del progetto di esprimere la diversità del territorio attraverso vitigni di diversa natura. Le uve vengono poi vinificate nella vicina cantina Petra — progettata dall’archistar Mario Botta — dove tecnologia e controllo delle singole parcelle permettono di valorizzare le peculiarità di ogni parcella vitata.
Per Lonardi e Francesca Moretti, vicepresidente di Holding Terra Moretti e enologo di Bellavista, questa evoluzione rappresenta “un progetto coraggioso e contemporaneo” che mette al centro non solo la qualità del prodotto ma anche l’equilibrio tra territorio, paesaggio e clima. In un’epoca in cui il cambiamento climatico impone nuove risposte ai viticoltori, la scelta di puntare su una vendemmia più precisa e su tecniche agronomiche attente — come quelle sviluppate con la scuola di potatura di Marco Simonit — segna una tappa significativa per i vini della Costa Toscana.
Con Montebamboli, dunque, si apre un nuovo capitolo per i vini della costa, ben oltre l’immagine dei vini “super tuscan” e delle grandi etichette bordolese‑influenzate: è un invito a ritrovare il sapore e la voce di un terroir unico, visto dall’alto, con uno sguardo che unisce rispetto della natura e visione contemporanea.

