Dopo quasi vent’anni di negoziati e mese di attesa, Unione Europea e India hanno siglato uno storico accordo di libero scambio che promette di rivoluzionare il commercio bilaterale tra i due blocchi e di aprire nuove frontiere per i prodotti agroalimentari europei, a partire dal vino italiano.
Il patto è stato descritto dalla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen come il “mother of all deals” – il “più grande accordo commerciale di sempre” tra le due parti – e interessa un mercato potenziale di quasi 2 miliardi di persone tra India e Unione Europea.
Una delle novità più significative riguarda proprio i dazi doganali su vini e alcolici, che in India erano tra i più alti al mondo: fino al 150% per molte importazioni europee. Con il nuovo accordo, le tariffe saranno sostanzialmente ridotte:
- Vino premium → circa 20%
- Vino di fascia media → circa 30%
- Spirits → circa 40%
(riduzioni graduali nel corso di alcuni anni secondo i piani dell’accordo)
Queste riduzioni dovrebbero abbassare i prezzi al dettaglio nel mercato indiano e rendere più competitive le bottiglie italiane rispetto agli altri vini importati.
L’India è un mercato in forte espansione per il consumo di vino: pur partendo da livelli relativamente bassi rispetto a quelli europei, la crescita dei consumi e della classe media la rende un mercato emergente strategico. Secondo alcune stime, il mercato vinicolo indiano — pur essendo ancora di nicchia — è destinato a crescere significativamente nei prossimi anni.
Per i produttori italiani ed europei, la riduzione delle barriere tariffarie può rappresentare un’opportunità per:
- espandere l’export oltre i mercati tradizionali;
- accedere a segmenti di consumatori premium desiderosi di prodotti di alta qualità;
- rafforzare i rapporti commerciali e culturali con il subcontinente.
L’accordo non significa che tutto verrà liberalizzato: alcuni settori sensibili restano protetti su entrambi i lati, come carne bovina, pollame, riso e zucchero, per evitare impatti sui produttori locali.
Per altri prodotti agroalimentari come olio d’oliva, pasta, dolci e conserve, invece, sono previste eliminazioni o riduzioni significative delle tariffe.
Secondo analisi indipendenti, i consumatori in.diani potranno beneficiare dei dazi ridotti con prezzi più bassi su una gamma di prodotti europei:
- vino e alcolici,
- olio d’oliva e prodotti da forno,
- cioccolato, pasta e altri beni di consumo
Questa dinamica potrebbe facilitare l’ingresso di vini italiani di qualità in città come Mumbai, Delhi, Bangalore e Pune, dove la domanda di vini premium è in crescita.
Le associazioni di categoria italiane del vino — come Unione Italiana Vini (UIV) — hanno accolto con favore l’accordo, sottolineando il potenziale di crescita e l’importanza di affiancare alla riduzione dei dazi strategie di marketing e promozione sul territorio indiano.
Oltre ai profili commerciali, l’intesa include** anche elementi di cooperazione politica, servizi, investimenti, e mobilità di lavoratori qualificati**, consolidando il legame strategico tra Bruxelles e Nuova Delhi in un momento di tensioni sui mercati globali.
L’accordo UE-India di libero scambio rappresenta una delle aperture commerciali più rilevanti degli ultimi anni, con impatti potenziali per l’export del vino italiano e per la presenza del Made in Italy in uno dei mercati più dinamici al mondo. Riduzione dei dazi, maggiore accesso ai consumatori, cooperazione politica e nuove rotte di commercio: è una svolta storica per chi guarda oltre i confini tradizionali dell’export agroalimentare.

