Nella splendida cornice del The Westin Excelsior Hotel di Roma, la 24ª edizione di Sparkle 2026 — l’apprezzata guida ai migliori spumanti secchi d’Italia della storica rivista Cucina & Vini — ha regalato al mondo enologico un passo significativo verso l’internazionalizzazione.
Circa 1.500 visitatori tra appassionati, operatori e stampa hanno animato la giornata-evento, tributando attenzione e curiosità a un vero e proprio “tour” nelle eccellenze spumantistiche italiane.
Al centro della cerimonia la consegna delle ambite “5 Sfere”, riconoscimento massimo che quest’anno è andato a 92 etichette selezionate tra 976 vini — numeri che fotografano la ricchezza e la varietà del panorama spumantistico nazionale.
Il premio ha interessato un ampio spettro geografico: in testa la Lombardia con 31 riconoscimenti (di cui 29 per Franciacorta DOCG e 2 per Oltrepò Pavese), seguita da Trentino e Veneto con 21 ciascuna. Non sono mancati premi per regioni come Piemonte, Alto Adige, Abruzzo, Lazio, Puglia, Sicilia e Umbria.
Sparkle.wine: l’Italia delle bollicine a portata di click
La vera novità dell’edizione 2026 è il debutto di Sparkle.wine, nuova piattaforma digitale — interamente in inglese — pensata per rendere accessibile a livello globale una selezione delle migliori 150 etichette, su un totale di circa mille vini selezionati.
Secondo il curatore della guida, Francesco D’Agostino, la scelta del nome inglese non è casuale: l’obiettivo è “parlare al consumatore internazionale”, superando le semplificazioni che tendono a confondere “spumante” con nomi propri come Asti o Prosecco, e valorizzando invece la vera identità degli sparkling italiani.
La piattaforma offre un motore di ricerca intuitivo, schede costantemente aggiornate, e la possibilità di scoprire territori, denominazioni e produttori con un approccio globale e accessibile a wine-lovers, buyer e professionisti di tutto il mondo.
Un settore in fermento — tra qualità, mercato e nuove generazioni
Il successo di Sparkle 2026 e di Sparkle.wine non è solo merito della qualità delle etichette, ma riflette un mercato e un gusto in evoluzione. Nonostante un contesto economico incerto — come segnalato dallo stesso D’Agostino — la produzione e la domanda interna restano forti, e le bollicine stanno diventando un veicolo per avvicinare i consumatori più giovani al vino, grazie a un consumo «più consapevole e precoce rispetto alle generazioni passate».
L’evento — completato da masterclass, degustazioni, e da un interessante confronto con il mondo dei formaggi grazie a un innovativo progetto di caglio vegetale chiamato FORVECARDO — non ha soltanto celebrato le bollicine, ma ha offerto una visione contemporanea del vino: radicato nel territorio, ma capace di guardare al futuro con sostenibilità, ricerca e apertura internazionale.
Con Sparkle 2026 e il lancio di Sparkle.wine, il vino italiano con le bollicine afferma una nuova ambizione: farsi conoscere, apprezzare e celebrare non solo in Italia, ma nel panorama globalizzato del gusto. Un progetto che unisce tradizione, qualità, innovazione e comunicazione internazionale — un brindisi consapevole alle eccellenze della nostra terra, pronto per essere condiviso con il mondo.

