Negli ultimi dodici mesi il panorama delle bollicine nel canale HoReCa (hotel, ristoranti, bar) italiano ha fatto emergere una tendenza chiara: lo spumante nazionale guadagna terreno, mentre lo Champagne francese mostra i primi segnali di stanchezza. Analizzando dati recenti, interviste con operatori del settore e indagini di mercato, è possibile delineare le ragioni e le dimensioni di questo cambiamento.
Produzione e mercato in cifre
Secondo l’ultimo rapporto sull’industria degli spumanti in Italia, nel 2024 sono state prodotte e commercializzate oltre 1,015 miliardi di bottiglie di vino spumante, con una crescita dell’8% rispetto all’anno precedente.
Nel frattempo, la produzione europea di spumanti ha subito un calo: nel 2023 si è passati da 1,624 a circa 1,496 miliardi di litri nel complesso UE, con l’Italia che guida con circa 638 milioni di litri, seguita dalla Francia (di cui circa 224 milioni sono Champagne) .
Export e performance internazionale
L’Italia ha superato la Francia nell’export di vini spumanti nel 2024, con una crescita del +9% nel volume e del +6% in valore rispetto al 2023, mentre lo Champagne ha registrato un calo stimato dell’8%.
Sul mercato statunitense, lo spumante italiano (in particolare il Prosecco) ha ormai raggiunto o superato Champagne sia in termini di valore che di volumi. Nel 2025, per la prima volta nel segmento delle bollicine, Prosecco è diventato leader di valore negli USA.
Domanda Horeca in Italia: consumi, choice e tendenze
In occasione del Capodanno 2025, FIPE‑Confcommercio ha stimato che nei ristoranti italiani il 78,6% proporrà esclusivamente spumante italiano per il brindisi, mentre solo il 7,1% offrirà solo Champagne. Circa il 28,6% abbinerà bollicine italiane con Champagnes francesi.
Le motivazioni principali emerse dagli operatori riguardano il prezzo, il valore percepito e la crescente attenzione del cliente verso prodotti locali e legati al territorio, anche nella scelta delle bollicine abbinabili ai piatti.
I fattori in gioco: perché lo spumante italiano vince
Prezzo vs percezione: Champagne soffre gli aumenti dei costi (materie prime, logistica, pressione fiscale), che ne innalzano il prezzo finale nel canale HoReCa, rendendolo meno competitivo rispetto a uno spumante italiano di buona qualità.
Varietà e tipicità: Il panorama italiano delle bollicine è molto ricco (Prosecco, Franciacorta, Trento Doc, Asti, ecc.), offrendo una gamma ampia per la ristorazione — differenti stili, fasce di prezzo e abbinamenti gastronomici — che risponde meglio a esigenze diverse del cliente.
Consumo che cambia: Non solo nelle occasioni speciali: cresce il consumo “a tutto pasto”, l’abbinamento delle bollicine con piatti salati, l’interesse per versioni con dosaggio zuccherino basso o zero. Queste caratteristiche esaltano il valore degli spumanti italiani, più leggeri o più versatili.
Valorizzazione del made in Italy: C’è una crescente spinta da parte dei clienti a sostenere prodotti nazionali, sia per motivazioni culturali sia per una percezione di legame con il territorio, qualità e sostenibilità. Gioca anche il fattore identità enogastronomica.
Champagne: le sfide e le opportunità
Pur nella flessione dei consumi rispetto al boom degli anni precedenti, Champagne mantiene un forte prestigio, specialmente nei ristoranti di fascia alta e in occasioni di lusso o celebrazione. Le sue sfide principali sono:
Come detto, il prezzo, che ne limita l’accessibilità in menu medi o in livelli di offerta più popolari.
Il rafforzamento della concorrenza, non solo da parte degli spumanti italiani, ma anche da bollicine francesi diverse dallo Champagne (Crémant, etc.), che offrono buone qualità a prezzi inferiori.
L’esigenza di comunicare e valorizzare non solo il nome, ma le caratteristiche distintive del terroir, delle tecniche, della storia, per giustificare il premium price.
Implicazioni per il canale HoReCa
Per ristoratori, bar e hotel la situazione si presenta così:
Scelte di carta dei vini / lista bollicine: maggiore presenza di spumanti nazionali anche in locali che un tempo offrivano quasi esclusivamente Champagne.
Politiche dei costi: margini più sostenibili con spumanti italiani e maggiore prevedibilità nei costi, rispetto a bollicine importate soggette a dazi, trasporti, oscillazioni valutarie.
Differenziazione: proporre spumanti italiani con attenzione alla denominazione, al metodo produttivo, all’abbinamento.Gli spumanti “di nicchia” (locali, meno conosciuti) guadagnano forza se supportati da storytelling credibile.
Prospettive
Guardando avanti, le tendenze da monitorare sono:
L’andamento dei prezzi dello Champagne e il suo impatto sulla domanda nei segmenti medi dell’HoReCa.
La capacità degli spumanti italiani di mantenere qualità, reputazione e controllo sulla produzione, evitando “inflazioni” qualitative che possano danneggiare l’immagine del comparto.
Le politiche di export, visto che la crescita dell’Italia all’estero, specie in USA, Asia e mercati emergenti, potrebbe continuare a spingere la produzione nazionale verso nuovi standard e nuove sfide in termini di logistica e branding.

