C’è un filo invisibile che attraversa la storia del vino italiano contemporaneo e porta il nome di Giacomo Tachis. A dieci anni dalla sua scomparsa, Vinitaly 2026 gli dedica una delle masterclass più attese, trasformando la memoria in esperienza sensoriale e culturale.
L’appuntamento, in programma il 13 aprile, non è solo una degustazione, ma un vero racconto corale: “10 anni dopo Tachis – I vini che hanno cambiato l’Italia”. Un titolo che sintetizza perfettamente la portata rivoluzionaria dell’enologo che ha ridefinito gli standard qualitativi del vino italiano nel mondo.
Organizzata da Assoenologi insieme a Somm is the Future, la masterclass introduce un format innovativo basato sul dialogo tra competenze. Ogni vino viene infatti presentato da una doppia voce: da un lato l’enologo, custode della visione produttiva, dall’altro il sommelier, interprete del profilo sensoriale e del suo ruolo nella ristorazione.
Un approccio che riflette perfettamente il pensiero di Tachis: unire tecnica e narrazione per rendere il vino non solo prodotto, ma linguaggio.
A guidare l’incontro saranno protagonisti del settore come Riccardo Cotarella, insieme a Paolo Porfidio e Paolo Brogioni, con la partecipazione di Ilaria Tachis. Una presenza simbolica che rafforza il legame tra passato e futuro dell’enologia italiana.
Il percorso degustativo attraversa alcune delle etichette più iconiche legate alla visione di Tachis, coinvolgendo aziende che hanno segnato la storia del vino italiano moderno: Argiolas, Donnafugata, Umani Ronchi, Tenuta San Guido, San Leonardo e altre realtà d’eccellenza.
Tra i calici protagonisti spiccano vini simbolo come il Sassicaia e il Turriga, espressioni di quella rivoluzione qualitativa che ha portato l’Italia a competere ai massimi livelli internazionali. Un racconto liquido che attraversa territori, vitigni – autoctoni e internazionali – e stili produttivi.
Definito da molti l’“inventore” dei Supertuscan, Tachis ha saputo coniugare rigore scientifico e visione creativa, contribuendo in modo determinante alla crescita qualitativa del vino italiano.
La sua intuizione più potente? Interpretare il territorio con uno sguardo moderno, senza tradire l’identità, ma elevandola. Un’eredità che oggi continua a orientare il lavoro di enologi e aziende, come sottolineato dagli stessi protagonisti della masterclass.
In un’edizione sempre più orientata all’esperienza, Vinitaly 2026 si conferma piattaforma internazionale dove il vino diventa racconto, turismo e innovazione. Tra masterclass, degustazioni e nuovi format, la manifestazione rafforza il suo ruolo di hub globale per il settore.
E proprio la celebrazione di Tachis ne rappresenta la sintesi perfetta: un ponte tra memoria e contemporaneità, tra identità e visione.
In un calice, dunque, non solo vino, ma storia, intuizione e futuro. Perché, come insegna Tachis, ogni grande vino è prima di tutto un’idea destinata a durare nel tempo.

