L’Unione Europea chiude il 2025 con un export agroalimentare da record, con un valore complessivo di 238,4 miliardi di euro, in aumento dell’1% rispetto al 2024, secondo il report Monitoring EU Agri‑Food Trade della Commissione Europea.
Il comparto alimentare europeo continua a rappresentare un motore fondamentale per l’economia continentale, consolidando la leadership globale nel commercio di prodotti agroalimentari, nonostante alcune performance eterogenee tra le principali categorie merceologiche.
Tra i principali prodotti esportati, il vino e i prodotti a base di vino rimangono una voce di rilievo, terza in valore con 16,4 miliardi di euro nel 2025. Tuttavia, il settore registra una contrazione del 6% rispetto al 2024, pari a circa 1 miliardo di euro in meno nel valore delle esportazioni.
La contrazione dell’export vinicolo europeo è stata trainata principalmente da cali significativi verso mercati tradizionalmente forti.
In controtendenza, però, si osserva crescita nei flussi verso Africa subsahariana (+14%) e Oceania (+11%), segno di una diversificazione geografica dei consumi.
Nonostante la flessione di alcune categorie specifiche come vino e olio di oliva (quest’ultimo segnato da un calo di valore di quasi il 39% per effetto di prezzi più bassi), l’export complessivo cresce grazie a aumenti nel valore di prodotti come cacao, caffè, cioccolato e latticini.
La top 15 delle destinazioni dell’export UE sia guidata dal Regno Unito (23% del totale), seguito da Stati Uniti e Svizzera.
Il settore agroalimentare rappresenti circa 9% delle esportazioni totali dell’UE e circa 7% delle importazioni.
Parallelamente ai dati UE, anche l’export di vino italiano nel 2025 ha mostrato segnali di contrazione, con i dati Uiv/Istat che indicano un valore di circa 7,78 miliardi di euro, in diminuzione rispetto al 2024.
Le cause sono molteplici: da un lato il confronto con l’anno precedente – che aveva registrato overstocking nei grandi mercati come gli Stati Uniti – dall’altro le difficoltà legate a dinamiche tariffarie e concorrenziali internazionali che hanno inciso sui volumi e sui prezzi.
Nel complesso, il settore agroalimentare europeo resta resiliente, con forti prospettive di crescita a lungo termine soprattutto nei mercati emergenti, dove la domanda di prodotti europei di qualità continua ad aumentare. La sfida sarà invertire le contrazioni nei principali mercati tradizionali e migliorare la competitività globale del vino europeo, valorizzando anche filiere specialistiche come prosecco, spumanti Dop e vini di nicchia.

