GROSSETO — Dopo anni di crescita costante, mareMMMa, la Natura del vino torna ad Alberese (Grosseto) domenica 1 e lunedì 2 marzo 2026 con un nuovo format su due giornate distinte: una rivolta agli appassionati e l’altra agli operatori professionali del settore.
L’appuntamento, giunto alla settima edizione, si svolgerà nel salone centrale del Granaio Lorenese di Spergolaia e porta avanti un progetto di promozione territoriale condiviso dai Consorzi di tutela di Maremma Toscana, Montecucco e Morellino di Scansano.
Negli anni mareMMMa ha ampliato il proprio raggio d’azione e consolidato una tradizione che va oltre il semplice banco d’assaggio: la manifestazione è infatti concepita come uno strumento per comprendere terroir, identità produttive e traiettorie qualitative delle denominazioni coinvolte. Nel 2025, per esempio, la manifestazione ha presentato una selezione ampia di vini: 124 aziende con 592 etichette in degustazione, un record per l’evento che ha raggruppato produttori maremmani secondo l’ubicazione dei vigneti.
Questo tipo di approccio, documentato anche in resoconti precedenti, suggerisce che il valore dell’iniziativa non sia tanto nell’evento in sé, quanto nella mappatura delle espressioni vitivinicole locali e nel confronto tra produttori, operatori e appassionati.
La novità principale dell’edizione 2026 è la divisione in due giornate tematiche. La prima, dedicata agli appassionati, offre uno spazio per dialogare direttamente con le aziende e approfondire le caratteristiche delle denominazioni; la seconda, pensata per professionisti — come enotecari, ristoratori e distributori — vuole favorire contatti commerciali e scambi tecnici.
Pur mantenendo una formula di ingresso gratuito (previa registrazione), il programma organizzativo riflette la volontà di dare peso alle diverse esigenze dei partecipanti e di offrire strumenti concreti di networking e conoscenza.
L’attenzione crescente verso mareMMMa rientra in un più ampio quadro di iniziative che valorizzano la viticoltura italiana non solo come prodotto, ma come patrimonio culturale e identitario. Nel 2025 l’evento ha anche avuto una tappa a Firenze con oltre 400 etichette, a conferma della volontà di rafforzare la presenza dei vini maremmani nei principali mercati regionali.
Un dato interessante emerge dai resoconti delle edizioni recenti: il mix di vini proposti — dai rossi a base Sangiovese ai bianchi come Vermentino e Ansonica fino ai blend internazionali — riflette non solo la ricchezza dei vitigni locali, ma anche la capacità delle denominazioni di confrontarsi con i gusti contemporanei senza perdere il legame con il territorio.
Nel panorama degli eventi enologici italiani, la crescita di mareMMMa può essere letta come parte di un processo più ampio di sistematizzazione delle produzioni territoriali, dove l’enologia diventa strumento di conoscenza, turismo e sviluppo economico locale. La sinergia tra consorzi e produttori, documentata negli anni, sembra rispondere all’esigenza di raccontare un vino che non sia solo prodotto agricolo, ma espressione di paesaggio, cultura e identità collettiva.

