Negli ultimi anni, sempre più celebrità scelgono di scendere dal palcoscenico per mettere letteralmente le mani nella terra. Non si tratta più di apparire con un calice in mano: oggi le star investono davvero nel vino, acquistano tenute, creano etichette, collaborano con enologi di fama internazionale. Una tendenza che fonde passione, narrazione e visione imprenditoriale.
Possedere una vigna, oggi, è molto più che un investimento: è un gesto identitario. È la ricerca di un legame autentico con la natura e con il tempo lento della produzione agricola.
Emblematico il caso di Sting, che ha trasformato una proprietà in Toscana in un’azienda vitivinicola modello, dove vino, olio e miele raccontano la stessa filosofia di rispetto e armonia. In Italia non è l’unico: Andrea Bocelli e la sua famiglia portano avanti la tradizione di Lajatico, dove la musica incontra la vigna in un equilibrio di valori e memoria.
A questa geografia emotiva del vino si aggiungono anche figure come Elton John, grande appassionato e collezionista, che negli anni ha legato il proprio nome a progetti enologici e iniziative benefiche, usando il vino come strumento culturale e solidale, più che come semplice operazione commerciale, oggi esce con il Blanc de Blancs Elton John zero. Un approccio coerente con la sua visione artistica: il vino come esperienza, come racconto condiviso.
Questi progetti dimostrano come il vino possa diventare un’estensione del sé, un modo per radicare la propria immagine nella cultura e nel paesaggio.
Non tutti i volti noti scelgono però di gestire vigne proprie. Molti preferiscono partnership con cantine già affermate, firmando blend esclusivi o edizioni limitate che riflettono il loro gusto personale. È una formula vincente: unisce la competenza tecnica dell’enologo alla potenza comunicativa dell’immagine.
Da Brad Pitt con il rosé Miraval in Provenza a Kylie Minogue, che ha costruito una linea di vini eleganti e accessibili; da Cameron Diaz, promotrice di un vino “pulito” e trasparente, a Sarah Jessica Parker, che collabora con produttori neozelandesi per esprimere una femminilità contemporanea nel calice. Senza dimenticare Jon Bon Jovi, che con Hampton Water ha trasformato un rosé in un vero lifestyle brand, o Francis Ford Coppola, pioniere assoluto nel dimostrare che cinema e vino possono parlare la stessa lingua.
L’obiettivo è sempre lo stesso: creare un prodotto che parli di personalità e stile, capace di durare nel tempo. Perché, come un grande album o un film memorabile, anche una bottiglia può raccontare una storia — se nasce da una visione autentica.

