Mentre le luci riflettono un’Italia che non rinuncia al rito, i numeri della Fipe-Confcommercio delineano un San Silvestro che è molto più di una cena: è un asset economico da 439 milioni di euro. Un incremento del 9,7% rispetto allo scorso anno che racconta la voglia di convivialità “fuori casa” di oltre 4,6 milioni di connazionali, pronti a brindare in uno dei 76.500 ristoranti che per l’occasione hanno registrato il sold-out.
L’esperienza del 31 dicembre si conferma un investimento sul lifestyle. Se per il solo cenone la spesa media si attesta sui 94 euro, chi cerca l’emozione del veglione con musica e spettacolo — opzione disponibile in oltre il 21% dei locali — mette a budget circa 120 euro.
Ma oltre il dato numerico, emerge una tendenza chiara: la qualità vince sulla quantità. Nonostante un anno complesso per i consumi, gli italiani scelgono di “esserci”, premiando l’eccellenza della nostra cucina, recentemente celebrata anche dal riconoscimento UNESCO.
Bollicine: Il Sorpasso è Servito
Il vero protagonista della mezzanotte è, senza appello, lo spumante italiano. Saranno circa 1,3 milioni i tappi pronti a saltare, con un dominio del tricolore che lascia poco spazio alla concorrenza d’Oltralpe.
73,6% dei locali: proporrà esclusivamente bollicine Made in Italy.
3,1% dei ristoranti: sceglierà solo Champagne (un dato che sottolinea l’orgoglio per i nostri territori, dal Franciacorta al Trento Doc).
23,4% dei casi: offrirà una carta mista per i palati più cosmopoliti.
Mentre il Nord (ed il Trentino in particolare) si conferma meta d’elezione per i viaggiatori di Capodanno, è al Sud e nelle Isole che il rito del cenone mantiene la sua massima espressione sociale, con punte di partecipazione che sfiorano l’86% della popolazione.
Il 2025 si chiude così con un segnale di ottimismo per il settore della ristorazione, che trasforma la notte più lunga dell’anno in una vetrina di stile e resilienza economica.

