Siamo ormai , alla vigilia del Natale, gli italiani si preparano a vivere un momento che resta profondamente radicato nelle tradizioni, pur segnato da un’attenzione crescente al portafoglio. Secondo l’ultimo sondaggio realizzato da Confesercenti insieme a Ipsos, la spesa complessiva per la cena della Vigilia e il pranzo di Natale è stimata in circa 3,3 miliardi di euro, con un calo di circa il 5% rispetto all’anno scorso.
In un periodo di forti pressioni sui prezzi, il budget familiare per le feste subisce una contrazione tangibile: mediamente 62,02 euro a persona per la cena della Vigilia e 57,42 euro per il pranzo del 25, portando la spesa totale pro capite a circa 119 euro. Molti italiani cercano offerte, confrontano prezzi e calibrano quantità, in un Natale che si conferma più razionale che spensierato.
Nonostante il taglio al budget, la tradizione culinaria delle feste è ancora forte. La maggioranza degli italiani sceglie di celebrare in casa propria o da parenti (circa il 72%), con comportamenti più marcati tra gli over 34 e nel Mezzogiorno. Solo una piccola parte sceglierà ristoranti o location affittate, mentre i viaggi per le feste restano una scelta marginale.
Questo quadro non sorprende del tutto, considerato che tante famiglie si ritrovano a fare i conti con il potere d’acquisto eroso dall’inflazione e da anni di rincari, in particolare sui prodotti di largo consumo e alimentari. Anche analisi esterne suggeriscono che una quota significativa di nuclei familiari ha dovuto ridurre la spesa alimentare o optare per beni più economici nel corso dell’anno.
I piatti simbolo del Natale italiano — dal pesce della Vigilia alle portate della domenica di Natale, senza dimenticare panettoni e pandori — restano protagonisti. Tuttavia, in molte famiglie crescono le pratiche di contenimento dei costi, con riduzioni nelle quantità o nella scelta di alcune portate. Secondo le associazioni di consumatori, un 31% delle famiglie ridurrà almeno una portata del classico cenone.
Nel frattempo, i rincari di alcuni prodotti — come il pesce fresco, che può pesare fino al 20% in più rispetto all’anno scorso — confermano che l’equilibrio tra festa e risparmio non è banale per molte tavole italiane.
Il Natale 2025 riflette così una dualità: da un lato, la voglia di celebrare e ritrovarsi in famiglia resta forte, dall’altro una nuova prudenza nelle scelte di spesa segna l’avvicinarsi delle festività. Con una visione d’insieme che racconta di un Paese che non rinuncia ai riti, ma che li modula con attenzione ai costi, l’atmosfera natalizia di quest’anno sembra oscillare tra calore di casa e budget intelligente.

