Parigi si prepara ad accogliere l’edizione 2026 di Wine Paris, che segna una tappa cruciale per l’industria del vino e delle bevande in generale, e soprattutto per il nostro Paese. Organizzata da Vinexposium, la manifestazione – prevista dal 9 all’11 febbraio 2026 al Paris Expo Porte de Versailles – si presenta in una veste rinnovata, allargando lo sguardo oltre il solo vino per abbracciare anche spiriti e alternative analcoliche.
L’espansione internazionale
La fiera consolida il suo ruolo di hub globale: oltre 6.000 espositori da circa 60 Paesi sono attesi nel 2026. Secondo le previsioni si registra un aumento di circa il 13% rispetto all’edizione precedente. Nuovi padiglioni nazionali e regionali – fra cui Croazia, Turchia, Nuova Zelanda, Romania e Cipro – arricchiscono la mappa degli espositori, favorendo una dimensione sempre più globale del business vitivinicolo.
L’Italia protagonista
Sul fronte italiano la performance è in netto crescendo: l’Italia consolida il suo ruolo di primo Paese espositore dopo la Francia. La superficie espositiva italiana registra un +25% rispetto al 2025 e risulta circa quadruplicata rispetto all’edizione del 2019. Venti-cinque regioni italiane saranno rappresentate attraverso circa 30 partecipazioni collettive, a testimonianza dell’ampiezza e della varietà del panorama vitivinicolo nazionale. Da case storiche come Gaja e Allegrini, fino a realtà emergenti come Ethica Wines e Saccheto, l’Italia farà sentire la sua voce a Parigi.
La grande novità dell’edizione 2026 è l’articolazione della manifestazione in tre universi distinti ma integrati:
- Wine Paris: spazio dedicato al vino.
- Be Spirits: l’area riservata ai distillati, ai cocktail e alle bevande spiritose.
- Be No: nuova sezione interamente dedicata alle bevande analcoliche — vini, liquori, birre e RTD dealcolati o progettati senza alcool – un segmento in forte crescita.
Secondo le stime, il segmento delle bevande analcoliche registra incrementi attesi fino al 10-12 % annuo nel prossimo biennio.
L’evoluzione del format riflette un contesto globale segnato da nuove abitudini di consumo, maggiore attenzione alla sostenibilità, e un’industria del beverage che si reinventa. Il debutto di Be No è emblematico: segna non solo un ampliamento dell’offerta, ma anche un riconoscimento strategico del valore delle alternative alcoliche.
Per l’Italia, la forte presenza a Wine Paris 2026 rappresenta non solo visibilità ma opportunità: accrescere l’export, consolidare marchi, intercettare nuovi mercati e rafforzare la filiera in un orizzonte internazionale.
L’edizione 2026 di Wine Paris si presenta come un crocevia decisivo per il mondo del vino e delle bevande, dove l’Italia gioca un ruolo da protagonista. Innovazione, tradizione, internazionalizzazione e attenzione alle tendenze meno convenzionali (come il no-alcol) si intrecciano in un nuovo racconto che guarda al futuro. Per i produttori italiani, è un’occasione da cogliere per uscire dai confini nazionali e affermarsi su scala globale.

