Nel cuore degli uliveti e dei frantoi del Sud Italia, l’olio extravergine non è più soltanto condimento, ma diviene vero e proprio motore di viaggio e scoperta. Tra le meraviglie dei paesaggi mediterranei e le antiche macine che ancora raccontano la storia di un territorio, nasce un modello turistico capace di coniugare agricoltura, cultura, benessere e gusto.
Secondo i dati più recenti, l’interesse dei viaggiatori italiani verso esperienze nel mondo dell’olio — quali visite in frantoio, passeggiate tra gli ulivi o degustazioni guidate — è cresciuto del 37 % tra il 2021 e il 2024. Più precisamente, circa il 64 % dei turisti italiani dichiara di essere interessato a percorsi di questo tipo.
In questo scenario la regione pugliese, con la sua produzione che rappresenta oltre la metà dell’olio extravergine d’oliva italiano, si pone in prima linea. Non sorprende dunque che la città di Bari, presso la sede della Fiera del Levante, ospiterà dal 29 al 31 gennaio 2026 la seconda edizione di Evolio.
«Degustazioni e visite guidate restano un pilastro — spiega la prof.ssa Roberta Garibaldi — ma all’orizzonte si stagliano esperienze più immersive: benessere, paesaggio, identità territoriale.» Le aziende olivicole si aprono al pubblico, non solo come produttori ma come narratori del territorio: il frantoio diventa scena, l’uliveto palcoscenico di un incontro con la natura e la cultura locale.
Nel Rapporto sul Turismo dell’Olio si legge che il turista mostra un forte interesse verso:
- l’acquisto diretto dell’olio a prezzo produttore (circa il 72 %).
- la degustazione dell’olio in abbinamento a prodotti locali (70 % circa).
- il desiderio di partecipare alla raccolta delle olive o alla produzione del proprio olio (responso oltre il 60 %).
Non meno rilevante è l’attenzione al paesaggio e al racconto: il 73 % del campione vorrebbe visitare un frantoio storico, e il 72 % un soggiorno in una dimora con oliveto e orciaia.
Evolio Expo si inserisce come luogo strategico di incontro tra produttori, buyer internazionali, istituzioni e comunità scientifica. Due i percorsi tematici principali: “Olio, Ambiente, Paesaggio e Identità” e “Olio e Salute” — a sottolineare come l’olio sia risorsa economica, culturale e salutistica.
Per operatori e territori è un’occasione concreta: il turismo dell’olio può diventare fattore di resilienza per aree interne e olivicole, contribuendo a contrastare l’abbandono e valorizzare il patrimonio.

